Tra non molto, diremo addio a un vecchio compagno di mille viaggi in automobile: sta infatti per andare in pensione il contrassegno dell’assicurazione, sostituito da nuovi e più tecnologici sistemi di raccolta dati, che permetteranno anche maggiori controlli contro la piaga delle “false assicurazioni”.
Grazie al Decreto Ministeriale n.° 110 del 9 agosto scorso, il 18 ottobre inizierà quindi il processo di “dematerializzazione” dei contrassegni assicurativi per tutti i veicoli a motore circolanti su strada: in pratica, i cari vecchi tagliandi verranno rimpiazzati con sistemi elettronici o telematici, più difficili da falsificare o alterare.
Questa innovazione darà benefici anche sul versante della sicurezza stradale: le Forze dell’Ordine impiegate nei controlli, infatti, non dovranno più controllare il parabrezza dell’auto per vedere il contrassegno, ma per loro sarà sufficiente collegarsi a un’apposita banca dati, situata presso la direzione generale della Motorizzazione Civile e alimentata in tempo reale dalle compagnie assicurative; basterà quindi inserire la targa del veicolo per avere subito una risposta sulla sua copertura assicurativa.
C’è comunque da dire che il processo non sarà immediato, ma durerà due anni: tra le varie tappe, ci vorranno infatti 30 giorni per rendere operativo il database e 60 per integrarlo con i dati dell’ANIA, mentre 18 saranno i mesi necessari a renderlo collegabile con i sistemi di controllo che equipaggeranno le Forze dell’Ordine.
Varrà comunque la pena aspettare così tanto, dato che il sistema sarà in grado di comunicare con tutte le tecnologie di vigilanza del traffico, come telecamere delle zone a traffico limitato, Tutor e autovelox: grazie alle loro immagini, si potranno quindi effettuare controlli in tempo reale dei veicoli, scoprendo eventuali mezzi non in regola con il pagamento della RC Auto. Si preannunciano tempi duri, quindi, per tutti i “furbetti” dell’assicurazione, un problema che riguarda (secondo l’ultima stima ANIA) oltre tre milioni di veicoli, pari a circa il 7% di tutti quelli circolanti nel nostro paese.



