ROMA – Beppe Grillo sconfessa i senatori che ieri hanno presentato, facendolo approvare, un emendamento per l’abolizione del reato di clandestinità. “La loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma. Non siamo d’accordo sia nel metodo e nel merito”. Dicono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sul Blog.
Secondo Grillo e Casaleggio nessun “portavoce può arrogarsi una decisione così importante senza consultarsi” anche perché “se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità l’M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”. Per i leader del M5S “questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà interpretato nel modo più semplice: ‘la clandestinità non è più reato’. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”.
“In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l’abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all’approvazione del M5S attraverso il blog”. La modifica sulla Bossi-Fini proposta con un emendamento di due senatori M5s in Commissione Giustizia al Senato era stato vagliato in occasione di un’assemblea del gruppo. È quanto riferisce uno dei firmatari dell’emendamento, Andrea Cioffi, che spiega: “Lunedì in riunione ne avevamo già parlato e nessuno ha alzato la mano per dire no”.



