Ascoltare il Giudice Supremo Esposito parlare nella registrazione audio data all’intervistatore del “Mattino” e che così tanto ha scaldato gli animi, mette davvero in serio imbarazzo. Siamo un Paese che ha davvero tanti problemi di serietà e di identità e la storia ci ha raffigurato come “culla della civiltà”. Ebbene io non voglio entrare nel merito delle dichiarazioni date dal Supremo Giudice Esposito, Presidente della Corte di Cassazione, ma intendo invece criticare duramente questo interloquire in lingua dialettale dei sobborghi napoletani più rinomati.
Nulla per carità contro gli idiomi e i dialetti, ma essi si lascino all’uso del folklore popolare e della comunicazione simpatica fra indigeni, e si eviti drasticamente che istituzioni dello Stato, e, ancora di più, eccellenti figure di saggezza per grazia ricevuta, possano esprimersi in modi così inopportuni e in linguaggi così lontani dalla dialettica in fluente italiano , possibilmente senza accenti.
Sono rimasto esterrefatto da questa dialettica da sobborgo marinaresco che fa pensare più ai giudizi sommari di un goal non concesso, che alla integerrima figura giudicante del Supremo incaricato di giustizia giusta.
Per questo sono indignato e offeso da questo Supremo Giudice completo illetterato e drammaticamente disattento comunicatore di fatti riferiti a persone e cose che riguardano le massime istituzioni di questo Paese.
Mi verrebbe di dire una sola parola e consigliare di adottare un solo comportamento, ma nel “Pubblico” accade tutto meno che questo :
L I C E N Z I A T E L O !
Gaetano Memmola



