Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, il premier Enrico Letta, il vicepremier Angelino Alfano e il commissario Ue degli Affari Interni Cecilia Malmstrom sono atterrati all’aeroporto di Lampedusa dove renderanno omaggio alle quasi 300 vittime del naufragio del barcone con i profughi avvenuto giovedì mattina davanti alle coste dell’isola. Il presidente della Commissione europea ha scritto in un tweet che si trova lì «per onorare le vittime e mostrare solidarietà con azioni concrete». La prima tappa è stato l’hangar dell’aeroporto dove sono sistemate le oltre 200 bare delle vittime. Il presidente del Consiglio si è inginocchiato davanti ai feretri delle persone che hanno perso la vita nella tragedia per un minuto di raccoglimento, e, affiancato dal presidente della Commissione Ue e dal ministro dell’Interno, si è nuovamente inginocchiato per deporre un mazzo di fiori sulle prima fila di bare. I sommozzatori oggi hanno recuperato altri sette corpi dal relitto del peschereccio affondato: il bilancio ufficiale e provvisorio delle vittime sale così a 296. Il tour di Barroso, Letta, Alfano e Malmstrom è proseguito verso il comune per parlare con il sindaco. Poi è arrivato il momento più atteso: la visita al centro di accoglienza dell’isola. La tappa non era stata inserita nel programma della giornata per motivi di sicurezza. «Ho visto sofferenza e dolore», ha detto Letta uscendo dal centro dopo cinque minuti. Lì Barroso e Letta hanno incontrato una delegazione di profughi si tratta di eritrei, siriani ma anche migranti di altre etnie. Da sottolineare come alcuni manifestanti abbiano contestato i politici appena arrivati. I lampedusani hanno urlato: «Vergogna! Vergogna!» nei confronti dei rappresentanti istituzionali prima che questi entrassero nell’hangar dove sono le bare: «Andate al centro di accoglienza. Andate a vedere come vive questa gente. Assassini!». La protesta ha seguito passo passo tutte le tappe della visita degli «ospiti politici».



