I vitalizi parlamentari stanno gradualmente calando, ma per il momento coloro che hanno dovuto rinunciare al loro seggio nelle scorse elezioni, o che hanno volontariamente rinunciato, se la passano ancora decisamente bene. L’Espresso ha di recente pubblicato un’inchiesta sul tema, nel frattempo si può già leggere una sorta di top ten delle pensioni che i non eletti alle ultime elezioni stanno riscuotendo mese dopo mese vita natural durante.
Al primo posto si piazza lo sconosciuto Roland Riz, esponente della Südtiroler Volkspartei che percepisce mensilmente 6.331 euro netti. Si sottolinea “netti”. Anche il secondo posto è occupato da un politico non così noto alle masse, Antonio Del Pennino, ma che è comunque stato in Parlamento dal 1972 fino al febbraio scorso, per lui gli euro sono 6.305. Terza piazza per Giuseppe Pisanu, colomba doc di Forza Italia prima e Pdl poi che riscuote 6.207 euro.
Scendendo lungo la lista, la situazione non cambia poi molto, Nicola Mancino (che tra le altre cose è stato anche presidente del Senato) raggiunge quota 6.191 euro. Ex presidente della Camera è stato invece Gianfranco Fini, che nessuno sa bene che fine abbia fatto ma conquista 5.614 euro ogni mese. Passiamo ai nomi storici del centrosinistra, visto che a seguire troviamo Walter Veltroni (5.373 euro netti) e Massimo D’Alema (5.283). Due rivali per decenni, accomunati dalla decisione più o meno volontaria di autorottamarsi.
Meglio di loro stanno però Francesco Rutelli, 5.755 euro netti e anche il leghista Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia, che riscuote 5.785 euro. Restando nell’alveo del centrosinistra troviamo i nomi di Enzo Bianco (4.990 euro), Marco Follini (4.913), Pierluigi Castagnetti (4.908), Arturo Parisi (4.704) e Tiziano Treu (4.452). Situazione molto simile nel centrodestra, dove nell’elenco compaiono Margherita Boniver (5.100), Enrico La Loggia (5.079), Claudio Scajola (4.656 euro), Marcello Pera (4.475), Marcello Dell’Utri (4.424), Lamberto Dini (4.077), Giorgio La Malfa (5.759 euro), Antonio Di Pietro, che oltre ad aver visto la sua Italia dei Valori sfaldarsi e perdere ogni rilevanza numerica, nei sondaggi ormai gira attorno all’1%, deve anche accontentarsi di un vitalizio di soli 3.702 euro.
Brillano tra i leader di prestigio i trattamenti riservati ad Armando Cossutta (6.176); Arnaldo Forlani (5.691); Pietro Ingrao (5.686); Luciano Violante (5.631); Clelio Darida (5.403) e altri personaggi del calibro di Gianni De Michelis (5.174), Fausto Bertinotti (4.767), Oliviero Diliberto, Stefano Rodotà e Claudio Martelli (4.684) e, molto distanziato, Romano Prodi (2.864).
Scorrendo i vitalizi si scopre anche che un pè tutte le professioni sono rappresentate. Ci sono gli imprenditori: Francesco Merloni (5.717), Luigi Rossi di Montelera (5.083), Antonio Matarrese (4.346), Giancarlo Abete (3.796), Vittorio Cecchi Gori (3.068), Luciano Benetton (2.191 euro) e Santo Versace (1.438); i sindacalisti: Ottaviano Del Turco (3.835), Antonio Pizzinato (3.828), Giorgio Benvenuto (3.791), Sergio D’Antoni (3.658) e Pierre Carniti (2.158); i banchieri come Roberto Mazzotta (4.573), Antonio Patuelli (2.871), Nerio Nesi (2.853) e Sergio Chiamparino (1.984). Per non parlare dei giornalisti che allineano Furio Colombo (3.716), Gennaro Malgieri (4.243), Tana de Zulueta (3.796), Paolo Guzzanti (3.718), Luciana Castellina (3.042), Demetrio Volcic (2.722), Eugenio Scalfari (2.162), Jas Gawronski (2.158,) e Rossana Rossanda (2.016). Ma ben rappresentati sono pure i magistrati con Giuseppe Ayala (5.069), Alberto Maritati (5.033) e Gerardo D’Ambrosio (2.282); gli avvocati con principi del foro come Lorenzo Acquarone (5.125), Gaetano Pecorella (3.985), Carlo Scognamiglio (3.852), Vincenzo Siniscalchi (3.795), Giuseppe Consolo (3.588) e Carlo Taormina (2.045); i calciatori con Gianni Rivera (5.029); gli artisti con Franco Zeffirelli (3.068), Carla Gravina (2.016), Gino Paoli (2.019) e Ombretta Colli (3.141); i critici d’arte come Vittorio Sgarbi (4.701). E non mancano neanche le pornostar, come Ilona Staller (2.120) e gli aspiranti golpisti come l’ex paracadusta Sandro Saccucci (3.074).



