Incontro con molto piacere Marco Macciantelli , Sindaco del comune di San Lazzaro Di Savena. Un territorio dell’hinterland bolognese che rappresenta la gente operosa e positiva di questa zona d’Italia. Non voglio esprimere commenti personali per non influenzare chi avrà, spero, voglia di leggere fino in fondo questo intervento, ma intendo invece dire che solo dal territorio e dal basso si può vedere l’inizio di un nuovo ciclo che basi la sua positività sulle persone. Solo la persona può essere il motore del cambiamento utile a dare un futuro a chi non sa ancora di esistere. Un futuro che si basi sulla lealtà e onestà di interpretare le azioni degli uomini. Troverete a un certo punto una domanda “stupida” sulla possibilità del Sindaco di ripresentare la sua candidatura alla prossima tornata elettorale. Era solo una provocazione ma anche un malcelato desiderio di chi scrive.
-Siamo oramai vicini alla fine della legislatura, può darci un excursus del Suo governo del Paese?Il programma di mandato è stato completamente realizzato. Mi limito a qualche rapido cenno. Apertura del Centro per l’Impiego, del Centro Annalena Tonelli, del Centro Nelda Zanichelli, del Centro Fiorenzo Malpensa, di Habilandia, dell’Informahandicap. Nuova Mediateca. Ampliamento delle scuole Fantini a Mura San Carlo, delle Mattei, delle don Milani, nuovo nido alla Cicogna, nuova scuola in parco Europa. Nuova stazione del Sfm. Potenziamento del servizio bus. 17 chilometri di piste ciclopedonali. Nuove passerelle come al Farneto e in parco della Resistenza. Riqualificazione di ampie porzioni di comunità, da via Jussi alta alla Ponticella a Idice. Trasformazione dell’Ipab in Aps. Apertura dello Sportello sociale. Nuovo polo della sicurezza in via Salvo D’Aquisto con Servizi Sociali, Protezione civile, Polizia Municipale. Fondo contro la crisi arrivato a 350.000 Euro. Conclusa tutta la pianificazione: Psc, adottato a approvato, Poc, adottato e approvato. Piano energetico comunale, Piano generale del traffico urbano, Piano della sosta. Prima del 2004 nessuna rotatoria, adesso pressoché tutte le rotatorie di San Lazzaro sono arredate a verde. A proposito di riqualificazione voglio ricordare un aspetto che viene sempre trascurato nonostante le buone intenzioni: la manutenzione vera e propria del territorio, a favore del suo assetto idrogeologico. Dalla messa in sicurezza della Cava del Prete, con un investimento rilevantissimo di circa 1 milione di Euro, all’abbattimento e ricostruzione delle case di via Canova e della Case Andreatta nel rispetto della normativa antisismica, sino ai lavori sul fiume Savena sotto il parco Aldo Moro. Oggi San Lazzaro è più ricca di servizi nonostante il calo delle risorse del Comune.-Quale è stata la collaborazione più importante con altre istituzioni?
Ciascuna comunità è inserita in un sistema di relazioni. Non c’è questione di San Lazzaro che non meriti di essere affrontata in una visione più ampia. Non c’è progetto significativo, negli ultimi due mandati, che non abbia avuto il conforto di un sostegno della Regione, attraverso la partecipazione a dei bandi o alle opportunità previste dalla legislazione. E’ stato così per diversi progetti. Precisamente: Case Andreatta, nella graduatoria delle “proposte ammissibili” per il bando regionale dei 3000 alloggi il Comune di San Lazzaro si è collocato al primo posto. Case Canova, al primo posto tra i comuni della Provincia con più di 15mila abitanti. Progetto riqualificazione piazza Bracci, il Comune di San Lazzaro è stato tra i 19 Comuni (Modena, Forlì, Piacenza, Nonantola solo per citarne alcuni) vincitori del bando regionale che stanzia 1 milione di Euro. Per non dire del fondo per la non autosufficienza, del ricorso al patto di stabilità regionale o dello sviluppo del Servizio ferroviario metropolitano con la realizzazione della stazione ferroviaria in fondo a via Caselle, dei nuovi progetti della Polizia Municipale e dell’apertura dei nuovi uffici in via Salvo D’Aquisto. Sino ai contributi regionali a favore degli impianti a gpl e a gas metano, da ultimo estesi anche alle auto elettriche e alle auto diesel Euro 3 e Euro 4 con la possibilità di beneficiare del filtro antiparticolato. Sino ai finanziamenti regionali che abbiamo ottenuto per la cultura: per il teatro, la musica, la Mediateca, le politiche giovanili. Quindi le reti informatiche. Poi il commercio. Relativamente alle risorse della legge regionale 41, ottenute insieme ai Comuni di Castenaso e Ozzano, intorno al valore del “centro commerciale naturale”, vera alternativa di valorizzazione del reticolo degli esercizi al dettaglio nei confronti della grande distribuzione. Anche qui, primi nella graduatoria istruita dalla Provincia di Bologna. Le risorse regionali per il Distretto di San Lazzaro, nel 2013, sono state le seguenti. Quota per il fondo sociale locale: 558.825 Euro, di cui 23.725 per l’area delle responsabilità familiari. Fondo regionale complessivo per la non autosufficienza: 7.551.792 Euro. Fondo nazionale per la non autosufficienza: 359/748 Euro. Evidente lo scarto tra l’impegno nazionale e quello regionale. Ecco: politiche abitative, Sfm, sistemi informatici, fondo per la non autosufficienza: opportunità per affrontare i problemi concreti delle persone, dalla casa alla mobilità, dalle opportunità della società dell’informazione all’assistenza dei disabili e degli anziani, grazie ad un sistema a rete.–In una difficile fase temporale come la attuale, stretta fra crisi politica, sociale e di vita, come ha interpretato il Suo Comune il FARE verso la gente?Si dice che San Lazzaro benefici di un certo reddito pro capite: ed è vero. Attenzione, però, al pollo di Trilussa. Il 3% della popolazione, circa 1000 persone, su 31.691 residenti, rischia una condizione di povertà. Fare coesione significa offrire a tutti equivalenti opportunità. Sapendo che si stanno aprendo molti fronti. Lavoro dipendente, precario, giovani, pensionati, ma anche lavoro autonomo, insieme ad un ceto medio messo a dura prova. Il nostro bilancio non ha mai preteso di risolvere tutti i problemi, ha cercato di proteggere, per quanto è stato possibile, la parte più esposta alla crisi della nostra comunità, perseguendo equità e crescita. Aggiungo: attenzione agli “invisibili”. Oggi non si tratta di assecondare chi grida di più. Ma di capire chi ha più bisogno. Con antenne sensibili. Domandarsi: sto davvero facendo tutto il possibile per intercettare il disagio, per rendere possibile il contatto, la relazione, la presa in carico? Negli ultimi anni a San Lazzaro abbiamo istituito un nuovo “sportello sociale”. Ma talvolta il pudore, il riserbo inducono le persone a un colloquio più riservato, che occorre garantire, essendo disponibili a cogliere il momento della necessità e della richiesta. In particolare è la casa, oggi, che segna il discrimine tra chi ce la fa e chi rischia di finire nella condizione del disagio sociale. Una priorità, per noi, è stata l’edilizia residenziale popolare, con progetti di modernizzazione del patrimonio pubblico; ma anche edilizia sociale, cioè alloggi a prezzi più accessibili, in una misura di almeno del 20%, nel nuovo di almeno il 25%. Nella crisi è la casa ciò che definisce chi può farcela da chi rischia di non farcela. Una casa dignitosa, a prezzi calmierati, può discendere solo da un’azione molto determinata dell’Ente locale. A San Lazzaro vi sono circa 450 alloggi di edilizia residenziale pubblica. E’ un problema di tutti i Comuni ed è anche un nostro problema. Per custodire quel patrimonio, riqualificarlo, dandogli un futuro. Noi abbiamo proceduto ad abbatterne e ricostruire circa un terzo.–La gente stanca della politica “intangibile” vede nella forma di governo comunale una risposta diretta e concreta, che rapporto ha sviluppato Lei con i Cittadini nella gestione dei Servizi?
Personalmente, per quanto è stato possibile, ho garantito una completa disponibilità e una risposta in tempo reale. Ho cercato di essere al servizio non di una parte ma di tutti. Appuntamenti con i cittadini ogni giorno, con incontri, assemblee, forum, laboratori, telefonate, lettere. Tante mail, ogni giorno, non sono in grado di quantificarle, però tante, tutti i giorni, fine settimana compreso. Alle quali ho sempre risposto facendo trascorrere talvolta le ore, altre volte i minuti. Non ho mancato una Giunta e neppure un Consiglio, presente dall’inizio alla fine.– Un tema molto delicato è quello ambientale che nella gestione del ciclo di rifiuti vede la raccolta porta a porta come un elemento che tanti Comuni limitrofi stanno affrontando , anche in modo deciso, con la popolazione. San Lazzaro di Savena come ha deciso di muoversi in proposito?
Dapprima abbiamo raddoppiato la differenziata dal 24% del 2004 al 45% circa. Poi abbiamo avviato una sperimentazione nel distretto artigianale della Cicogna e alla Ponticella col porta a porta. Ci siamo resi conto del disagio, dei costi, dell’esigenza di un supplemento di informazione ai cittadini. Quindi abbiamo pensato di prenderci un po’ più di tempo, non per non fare, ma, se possibile, per far meglio, perché nessuno possa dire di non aver saputo per tempo, negoziando col soggetto gestore, Hera, le condizioni migliori. Ma l’ambiente non è solo ciclo dei rifiuti. A tempo debito ci siamo posti il tema dell’inquinamento atmosferico. Sin dal 2004 il Comune di San Lazzaro ha aderito all’accordo sulla qualità dell’aria. Lo stesso accordo sulla qualità dell’aria prevede, prima di tutto, misure strutturali. Ecco: investire nel trasporto non inquinante; offrire alternative all’uso del mezzo privato; rinnovare il parco auto. Nel corso degli anni abbiamo messo a disposizione di circa 500 cittadini incentivi per la conversione a metano o a Gpl degli autoveicoli alimentati a benzina. Contributi di 500 Euro tanto apprezzati quanto utilizzati sino all’ultimo centesimo. Abbiamo continuato a credere nella “cura del ferro”. Ci siamo battuti per avere nel nostro comune una centralina per la rilevazione del Pm10. Abbiamo anche cercato di ridurre le temperature di almeno un grado negli ambienti riscaldati, sino al massimo di 19 gradi nelle case e nei luoghi di lavoro; sino ad un massimo di 17 gradi nell’ambito delle attività produttive; di un’ora l’attivazione degli impianti termici. Abbiamo operato per il rafforzamento e l’ampliamento delle linee di bus nel nostro territorio, da ultimo la navetta 124 dall’Sfm all’Ospedale Bellaria, perseguendo l’intermodalità. Inoltre, negli ultimi anni si sono configurate due piccole alternative concrete alla via Emilia, per dare alla via Emilia un futuro di strada ad uso più urbano e locale, invece che di arteria a grande scorrimento che attraversa la comunità, due alternative che prima non c’erano e adesso ci sono: una a sud con via Palazzetti, per intenderci, da Ca’ de’ Mandorli sino a via Bellaria e via Dagnini in Bologna. L’altra a nord, dalla zona artigianale della Cicogna a via Maestri del Lavoro, a via Russo, a via Zucchi, sino al nodo autostrada-tangenziale. Piccoli passi avanti, naturalmente, da rafforzare ulteriormente. Nel corso del tempo, per quanto si è potuto, ci siamo adoperati per politiche concrete contro l’amianto.
– Cioè?Per noi una conseguenza coerente con l’adesione all’accordo sulla qualità dell’aria. Tra queste, l’esonero per i cittadini e le imprese dal pagamento dei diritti di segreteria, in caso di interventi finalizzati alla rimozione di manufatti, quello dagli oneri per l’occupazione di suolo pubblico in caso di cantieri allestiti per la rimozione di coperture in amianto o contenenti amianto. Il Comune di San Lazzaro di Savena ha indetto anche un bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto per la rimozione delle lastre e dei manufatti in cemento amianto in fabbricati urbani ad uso civile. Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nella misura del 30% (al netto dell’IVA) delle spese dei lavori di rimozione e smaltimento dei materiali di copertura contenenti amianto. Il piano di rimozione e messa in sicurezza dell’amianto, promosso dal Comune di San Lazzaro, ad oggi ha registrato la rimozione di circa 23.000 metri quadrati, per un totale di circa 368.000 kg. di amianto dei 110 mila mq emersi dal censimento.-I costi della politica sono un baluardo dell’attuale sentimento sociale e le istituzioni, anche emiliano romagnole di ogni provenienza politica, hanno dato esempi esecrabili, Lei ritiene che San Lazzaro possa dormire sonni tranquilli? e cosa pensa del tema del finanziamento pubblico dei partiti?
In dieci anni da sindaco, non una notte in albergo, non un viaggio in aereo, qualche corsa a Roma, per indifferibili motivi istituzionali, nell’arco della giornata, in treno, in seconda classe, niente auto blu, solo la mia bici, la mia Vespa, la mia auto, o il bus. L’etica pubblica si rispetta e basta e così sobrietà e senso della misura. Non mi piace sentenziare sul comportamento degli altri, mi sembra più giusto che ciascuno, nel proprio ambito, cittadino o amministratore, cerchi di comportarsi bene. Non è un merito del Comune, ma faccio inoltre presente che siccome il Comune di San Lazzaro nel censimento del 2001 era sotto i 30.000 abitanti, i consiglieri non sono 30, come nei Comuni sopra i 30.000 abitanti, ma 20 e, a seguito dello Statuto, gli assessori non sino a 10 ma 6. La riduzione dei costi non solo è possibile, ma noi la stiamo praticando, da dieci anni, senza tanti proclami.-Il Patto di Stabilità ha imposto regole rigide e severe agli amministratori locali , Lei come ha fatto per gestire questa rilevante problematica di azione del Comune da Lei amministrato?
Programmando. Le dico una cosa. Ci sono tante cose che si possono fare anche spendendo poco o addirittura senza costi. Giusto ribadire che ci sono sempre meno soldi, ma continuare a ripeterlo all’infinito non serve. Non grazie, ma nonostante i soldi, occorre servire la comunità. A partire dalle piccole cose. Il Comune di San Lazzaro presenta conti in ordine. Può disporre di circa 33 milioni di Euro. 30 per la spesa corrente, tutti destinati ai servizi per i cittadini. 3 all’anno per gli investimenti, per tutto quello che c’è da fare: dalle scuole alle palestre, dalle strade all’edilizia residenziale pubblica. I bilanci vanno visti non solo dal lato delle entrare, ma anche, se non soprattutto, da quello delle uscite: che cosa si offre alla comunità, come si mantengono i servizi, come se ne sviluppa l’articolazione e la qualità, quali effetti essi possono avere sulle comunità. Abbiamo perseguito un’idea del bilancio per cui prima di tutto i sacrifici devono essere a carico del Comune; solo dopo della comunità. No ai tagli lineari. Sì alle priorità, a partire dal sociale e dalla scuola, cuore del welfare. Spending review, ma per produrre vero risparmio. Dalla luce alle fotocopiatrici; dalle utenze telefoniche alla benzina per i veicoli comunali. Poi ricorso al plafond del patto di stabilità regionale, siamo tra i Comuni in regione che ne hanno maggiormente beneficiato, segno evidente del carattere virtuoso dei nostri conti. Quindi il contrasto all’evasione fiscale. Almeno 700.000 di Euro all’anno, per un bilancio di non più di 33 milioni di euro. La sussidiarietà come parte costitutiva di un bilancio sociale di comunità. Di qui il “libro bianco delle buone pratiche”. Quasi un milione di euro. Crescono i cittadini che chiedono di dare una mano, di poter gestire “pezzi” di bene comune, dai parchi alle palestre. Devono trovare un Comune pronto, senza burocratismi, nel raccogliere gli sforzi che la comunità è disposta a fare. Ovviamente anche noi siamo stati chiamati a ad applicare le leggi dello Stato, dall’Imu alla Tares sino alla Iuc. Abbiamo operato per aliquote contenute. Con soglie a favore dei redditi più bassi. I primi, grazie ad un suggerimento delle OO.SS. a promuovere uno specifico “fondo contro la crisi”.– Molta gente comune non comprende la disparità retributiva fra dipendenti e quadri e dirigenti comunali, sopratutto non comprende le “consulenze” a volte abusate da parte di molti enti e sistema per procurare catene di consenso. Lei si sente sereno per la situazione del Suo Comune
Abbiamo completamente riorganizzato la struttura apicale del Comune. Negli ultimi anni il Comune di San Lazzaro ha delineato un’area della programmazione economico-finanziaria, una dei servizi alla persona e due aree, complementari tra loro, della pianificazione territoriale e della mobilità, da un lato, e dell’operatività, dalle manutenzioni ai lavori pubblici, dall’altro. Un disegno riorganizzativo che ha portato a nuove professionalità, due delle quali dal Comune di Bologna, e fatto risparmiare il bugdet relativo ad un dirigente, quello che in precedenza assumeva le funzioni di vicesegretario generale. Ho sempre creduto nella funzione del segretario generale, al quale la norma affida anche compiti organizzativi, valorizzando il quale a San Lazzaro abbiamo deciso di rinunciare alla figura di un direttore generale con ulteriori risparmi. Tutto il lavoro istruttorio per la nuova Unione dei Comuni lo sta facendo il nostro segreterio generale senza costi in consulenze.– Un tema molto importante e sentito è quello della tassazione della casa. Il papocchio di gestione nazionale, fra problemi di larghe intese e poca chiarezza operativa generale, ha messo e mette in serio imbarazzo chiunque voglia avere “certezze” contributive. Cosa pensa Lei di questo tema e come si muoverà il Comune di San Lazzaro? ci saranno integrazioni a carico dei Cittadini (mini rata suppletiva)?Riassunto delle puntate precedenti. Sino al 2008 c’era l’Ici. Nel 2008 Berlusconi ne decide l’abolizione. Un istante dopo la sua maggioranza (Calderoli e Tremonti) ne prepara una variante, l’Imu. Alla fine del 2011 arriva Monti, anticipa l’Imu dal 2014 al 2012, la estende alla prima casa, caricandola delle risorse che erano venute a mancare nel triennio precedente. A seguito delle elezioni del 24-25 febbraio 2013, Berlusconi ripropone l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Siamo arrivati alla Iuc. Sembra incredibile ma è così. Un fare e un disfare che ha messo ulteriormente in difficoltà i Comuni non solo sotto il profilo della reale consistenza delle risorse, anche della linearità della programmazione. A San Lazzaro, nel 2012, abbiamo correttamente proceduto, secondo l’idea di un federalismo che responsabilizza i Comuni, a modulare la nostra quota parte nella misura del 4,4 per mille. Lo abbiamo fatto con una politica di esenzioni e sgravi. Per esempio: 70 euro per i soggetti con reddito Isee inferiore a 15.000 euro e da 15.000 euro a 20.000, qualora il reddito familiare sia da lavoro dipendente o da pensione. Con soglie a favore dei redditi più bassi. Abbiamo tenuto al minimo l’Imu per le abitazioni a canone concordato e a proprietà indivisa. Nel 2013 abbiamo operato per l’invarianza. Con sconti per comodati intra-familiari per la prima casa, a favore delle aziende che fanno risparmio energetico e, su proposta dei commercianti, proprietari di negozi disposti a calmierare di pressi per la seconda casa e le attività produttive. Non solo: abbiamo elevato la detrazione a € 320 (come per i nuclei familiare che hanno al loro interno un familiare disabile al 100%), per gli ultra 75enni con reddito Isee inferiore ai 20 mila euro e aumentato il fondo anticrisi da € 250.000 a € 350.000. Infine abbiamo confermato l’aliquota dell’addizionale Irpef allo 0,55%, ferma da anni, con soglia di esenzione fino a 10 mila euro lordi. Ferme le tariffe per i servizi scolastici. San Lazzaro ha valori catastali alti: però non li decide il Comune, ma il Catasto, sulla base di indicatori che attengono alla qualità residenziale. L’Imu è stata una legge dello Stato, che ha attribuito ai Comuni un ruolo nel prelievo, in nome e per conto dello Stato. A Roma si decide, sul territorio, come si usa dire, ci si mette la faccia. Ricordo che a San Lazzaro l’Imu ha pesato per circa 16 milioni di euro all’anno, ma più di 12 milioni erano destinati a Roma, compensando i trasferimenti statali e la vecchia Ici. Per l’abitazione principale, a fronte di un gettito di circa 6 milioni e mezzo di euro, l’Imu ha costituito per il Comune risorse aggiuntive solo nella misura di 750.000 euro.-La sicurezza è un altro tema di rilevante entità e in un territorio come quello del Suo Comune, ampio e articolato fra collina e pianura, il rischio è che le risorse verso questo tema siano molto esigue e inappropriate. Cosa ne pensa?
All’indomani del rinnovo del mandato amministrativo, nell’estate del 2004, abbiamo cercato di rilanciare le politiche per la sicurezza, anche partecipando ai bandi regionali pensati per la sicurezza urbana e contro il degrado, i cui contribuiti hanno consentito, in parte, per esempio, l’allestimento della nuova sede della Polizia Municipale in via Salvo D’Aquisto. Sempre nel 2004, dopo un’estate di segnalazioni, all’inizio di novembre, ritenni di scrivere al Prefetto di Bologna. A seguito della lettera ci fu un incontro del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, dedicato al tema della prostituzione a San Lazzaro, da cui emerse un forte impegno che, poi, si concretizzò, nelle settimane successive, in un vero e proprio progetto di collaborazione tra le forze dell’ordine, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia Municipale di San Lazzaro non senza lo stanziamento di specifiche risorse destinate a questo scopo. Tale impegno si espresse in due direzione. Il contenimento del fenomeno attraverso un’azione costante, quotidiana, ogni sera, di presenza delle forze dell’ordine in collaborazione con la nostra Polizia Municipale, in modo da esercitare una pressione che si tradusse in controlli e, nei casi necessari, emissione di fogli di via. Quindi: una collaborazione con associazioni con competenze in materia. In particolare abbiamo avviato una convenzione col Comune di Bologna per affidare ad associazioni specializzate il monitoraggio del fenomeno sul territorio con interventi per la riduzione del danno e l’assistenza alle persone coinvolte. Nel frattempo, anche il fenomeno dei furti in casa e di auto, è stato notevolmente ridimensionato, sempre grazie all’efficacia dell’impegno delle forze dell’ordine, cioè dell’Arma dei Carabinieri. Sul tema della sicurezza, vi è stato anche un impegno per proporre alla cittadinanza uno specifico numero verde. Ricordo anche il sistema di videosorveglianza promosso dal nostro Comune, con telecamere collocate nei punti ritenuti dalla cittadinanza più in grado di garantire una percezione di sicurezza, e per una sicurezza più partecipata. Lo stesso palazzo comunale è stato, in parte, come sotto il portico, ripulito dai graffiti con contestuale sistemazione di un nuovo impianto di videosorveglianza. La mia esperienza di sindaco mi induce ad esprimere un forte ringraziamento all’Arma dei Carabinieri di San Lazzaro per gli ottimi risultati conseguiti in questi anni, in tanti settori. Certo: bisogna tenere occhi e orecchie sempre aperti. Forze dell’ordine, amministrazione locale, cittadinanza. Anche a proposito delle nuove insidie. Per esempio quelle indotte da un fenomeno mafioso che sta penetrando anche nel nostro territorio. Occorre alzare la guardia, attivando contromisure anche nell’azione amministrativa. L’infiltrazione mafiosa tende ad interessarsi soprattutto del settore degli appalti. Per questo sono importanti specifici protocolli di legalità per estendere la richiesta delle verifiche antimafia a tutti i tipi di contratti, di concessioni e di lavori pubblici. Come a San Lazzaro, tra l’altro, si è fatto, aderendo a quello promosso dalla Prefettura e, suo tramite, dal Ministero dell’Interno.– L’opposizione ha sollevato molti dubbi circa alcune decisioni assunte dalla Sua Giunta, fra queste il Bike Sharing, che sarebbe stata una scelta molto costosa, a prescindere dalla provenienza dei fondi a sostegno, e inutili perchè utilizzata da pochissimi cittadini. Peraltro con un costo a BICI che a molti è apparso esoso. Può chiarirci cosa è accaduto?
Il bike sharing nelle intenzioni del Comune di San Lazzaro voleva essere un completamento per una mobilità alternativa all’auto. E’ a suo modo una conseguenza dell’accordo sulla qualità dell’aria e delle misure strutturali che esso sollecita. Inizialmente il progetto, che ha partecipato al bando ministeriale “Bike sharing e fonti rinnovabili”, prevedeva una sola postazione presso la stazione Sfm di via Caselle con 10 biciclette a pedalata assistita, con pensilina di pannelli fotovoltaici, necessaria per l’alimentazione delle colonnine di ricarica. Il progetto è arrivato decimo nella graduatoria nazionale (su più di 200 richieste, solo una sessantina i Comuni ammessi a contributo) ed ha avuto un contributo di circa 110.000 euro (80% del costo complessivo) da parte del Ministero competente. Successivamente, durante lo sviluppo del progetto, la Regione Emilia Romagna ha assegnato al Comune, in comodato d’uso gratuito, ulteriori 10 biciclette di tipo tradizionale, complete di colonnine di posteggio e totem informativi. Tale opportunità ha consentito di realizzare una seconda postazione di biciclette da collocare presso il parcheggio di via Repubblica, in modo da offrire agli utenti un più completo sistema di interscambio tra due postazioni: è possibile, per un utente che utilizza il treno, prelevare una bicicletta dalla postazione di via Repubblica per recarsi a prendere il treno, lasciando la bicicletta presso la postazione Sfm e viceversa per gli utenti che arrivano a San Lazzaro in treno (si tratta quindi di un sistema “aperto” all’interno del Comune di San Lazzaro). Ricordo anche che quello in fondo a via Caselle è un sistema intermodale tra i più completi dell’area metropolitana bolognese: autostrada, tangenziale, treno, bus, biciclette private, biciclette pubbliche col bike sharing. Riassumendo: il servizio è stato attivato, in via sperimentale, il 12 maggio del 2013, con l’obiettivo di monitorarne il funzionamento valutando eventuali criticità. Se qualcosa va corretto lo faremo. Certo occorre più informazione, più conoscenza dell’opportunità. Siamo comunque in presenza di un investimento a favore della comunità fatto per il trasporto pubblico ecocompatibile con un importante finanziamento statale.– A San Lazzaro, Comune metropolitano, vengono ad abitare molti bolognesi e quindi la comunità può dirsi “attrattiva”, quali servizi Lei può offrire come Fiore all’Occhiello per i Cittadini?
-Recentemente abbiamo disquisito dei cambiamenti concernenti la organizzazione territoriale in amministrazione e servizi ottimizzati fra più comuni limitrofi per un territorio e una utenza più vasta, come si comporterà San Lazzaro di Savena in proposito?Ci saranno problemi per i servizi ai cittadini? e problemi per i dipendenti comunali??
Per noi la domanda non è “se” ma “come”. Ci stiamo lavorando. Dando ampie assicurazioni ai lavoratori e ai sindacati.– Lei è Renziano o Cuperlano o Civatiano o che???
-Cosa pensa Lei dei pensieri “liberisti” che molto spesso vengono tirati per la giacchetta da ogni parte politica? Lei è più Keynesiano o la affascina il pensiero di Milton Friedman? In ogni caso Le piacerebbe darci una Sua visione della politica nazionale riferita allo Stato che partecipa le Aziende??






