“Misure choc”, per non “sprecare la ripresa”. Matteo Renzi è al lavoro per la “rivoluzione” annunciata al momento della nascita del suo governo. Jobs Act, piano casa, misure per la scuola: da qui si partirà mercoledì prossimo. Un “corposo” pacchetto di provvedimenti “molto importanti”. Da portare avanti in parallelo con le riforme, che servono per eliminare i “freni” che imbrigliano il Paese. E provocare quel “sussulto” che dia all’Italia un “futuro”, oltre a un passato da tutelare con ogni energia (“Che aspettate” a intervenire a Pompei?, sfida gli imprenditori).
“Mercoledì presenterò il piano casa: non ce la facciamo venerdì, lo stiamo rivedendo. E presenteremo anche il Jobs act e le misure per la scuola, misure che mettiamo tutte insieme per non incatenare i sindaci, ma scatenarli”. Così il premier Matteo Renzi parlando ai sindaci a Siracusa. Suoi ‘ex’ colleghi, visto che il premier ha annunciato di aver “optato per la carica di premier” ieri. Il primo passo per il Nord, ha aggiunto, è “lo sblocco del Patto di Stabilità”.
Misure choc o sprechiamo ripresa – “Mi prendono in giro perché annuncio una misura al mese, ma non c’è alternativa: o proviamo a fare misure choc di cambiamento o sprechiamo la ripresa come abbiamo già sprecato la crisi”. Le misure che il governo sta per mettere in campo si tratta, ha detto il premier di “provvedimenti importanti” sui quali farà “una corposa conferenza stampa”. Per l’edilizia scolastica, ha aggiunto “ci sono 2 miliardi di euro pronti”. Sulle scuole bisogna anche “rilanciare l’efficientamento energetico per spendere meno in bolletta”.
Poi parlando con gli imprenditori: “Non parliamo mai più di tavoli, perché se entriamo nella logica di aprire i tavoli non si riesce a dare sostegno neanche ai mobilieri. No tavoli, please, only e-mail”. Il premier li invita a inviare a Delrio una lista delle cose da fare. E cita Walt Disney: “La differenza tra i sogni e i programmi è una data”. E Squinzi: ”Posso condividere: non sono tanto favorevole a tutti quei tavoli che spesso e volentieri non risolvono i problemi”. Il presidente di Confindustria si dice d’accordo con il premier Renzi ma, aggiunge, ”io sono di una generazione precedente a quella delle e-mail. Non le amo, preferisco guardare negli occhi”.
Sempre parlando con gli imprenditori a Siracusa Renzi ha spiegato: ”C’è bisogno di fiducia, di sbloccare il Paese, di dare un sussulto per far capire che c’è un futuro e non solo un passato per l’Italia. Interessa dunque poco il giudizio sul singolo governo, sul singolo presidente del Consiglio, sul singolo ministro”. ”La scommessa non è quella dell’acrobata sul filo, ma quella di un Paese che sa che deve assolutamente ripartire”, ha sottolineato.
“La questione dei fondi europei riguarda tutto il Paese ma al sud ci può essere la possibilità di intervenire”. Il presidente del Consiglio, rispondendo alle richieste degli imprenditori, ha detto anche che bisogna “trovare risorse pronte per intervenire sul problema dei minori non accompagnati”.
Quella a Siracusa, come ha scritto lo stesso premier su Twitter è la “Seconda tappa con gli studenti. L’educazione è il futuro dell’Italia. #lavoltabuona”.
Il premier ha iniziato la visita all’Istituto Salvatore Raciti, dove ha incontrato studenti e insegnanti. Renzi ha percorso a piedi i pochi metri dall’albergo che l’ospitava alla scuola Raiti. Ad accoglierlo una piccola folla di cittadini che lo hanno salutato e applaudito. Alcuni lavoratori gli si sono avvicinati per chiedere un sostegno da parte del governo e Renzi ha risposto: “Vedremo cosa si può fare”. Poi una battuta a un signore anziano che facendogli gli auguri gli ha detto “lei è giovane, durerà 80 anni”. “Ottanta anni? E’ una minaccia. Politicamente sarei per durare poco. Bene il lavoro ai giovani”.
Alunni lo accolgono con balli e canti – “Matteo, Matteo…”. E’ stato accolto così, con il suo nome scandito a mo’ di slogan, dai bambini disposti in semicerchio che ballavano e cantavano il presidente del Consiglio al suo arrivo nell’istituto comprensivo Salvatore Raiti, prima tappa della giornata siracusana del premier. La scuola, che ha 800 alunni, è un modello di integrazione per la presenza di una trentina di studenti stranieri, oltre che di accessibilità, visto che è completamente priva di barriere architettoniche. Ad accogliere Renzi, che è arrivato assieme al sottosegretario Graziano Delrio, c’erano il sindaco Giancarlo Garozzo e la sua giunta. All’incontro alla scuola partecipano anche il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello e l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo.
“Mi ricorda Mussolini e i figli della lupa”, ha attaccato Beppe Grillo. “Io sto con la scuola, i tuoi con Forza nuova”, ha replicato Matteo Renzi. Lo scontro si anima in rete, tra blog e Twitter. A innescarlo la canzoncina cantata in coro dagli alunni della scuola Raiti al presidente del consiglio durante la sua visita nell’istituto.
Sforzo vero per il lavoro – “E’ il momento più difficile da 30 anni per chi perde il posto di lavoro. Dobbiamo cercare di fare uno sforzo vero” dice Renzi parlando con studenti e insegnati del tema della disoccupazione, con particolare riferimento alla Sicilia e al Sud. Parlando agli studenti il premier ha anche auspicato “che la scuola italiana torni ad essere la patria della bellezza e della cultura” .
Ai bambini, ‘costruiamo il futuro insieme’ – E ai maestri Renzi assicura che “dal vostro lavoro ripartirà l’Italia”. Poi si rivolge direttamente ai bambini: “Mi avete chiesto: preparaci un futuro. Il futuro cerchiamo di prepararlo insieme a voi e ai vostri insegnanti. Torno a Roma felice perché so di poter contare sui bambini di Siracusa”.
ANSA.IT



