di Gaetano Memmola
Stefano Sermenghi è il Sindaco di Castenaso e al suo secondo mandato, basato su un consenso strabiliante, può vantare di essere un Sindaco di tutti in un territorio della laboriosa provincia bolognese che sa esprimere concretezza ma anche tanta partecipazione e spiccato senso critico.
Ho sempre sostenuto che Stefano Sermenghi fosse la figura ideale per portare all’area metropolitana di Bologna freschezza, competenza e grande energia. E’ un “renziano” ma sopratutto è un caparbio ed energico amministratore che vuole avere una “visione”. Non faccio mistero che sia una persona che mi piace molto per il suo carattere e il suo modo di fare sempre schietto e fuori dagli schemi di una politica degli uffici. Lo incontro ancora una volta per una breve intervista, alla luce degli ultimi fatti in accadimento a Bologna per la futura corsa a Sindaco della Città e della connessa area.
Stefano Sermenghi cosa accade a Bologna e cosa è questo fermento nel PD?
A Bologna attualmente c’è un po’ di “agitazione” nel PD perché stanno accadendo fatti nuovi che portano alla ribalta alcuni problemi riferiti alla prossima tornata elettorale per eleggere il Sindaco. Fra i fatti nuovi vi è la mia candidatura alle primarie e anche la mia ferma volontà a ottenere che le primarie vengano svolte.
Merola dice di sentirsi tranquillo e legittimato dal partito e dai sondaggi, cosa ne pensa?
I Sondaggi lasciano il tempo che trovano. Basta fare il giro della Città e parlare e si riscontrerà un malcontento diffuso sulla situazione e, anche se ci sono stati problemi riferiti ai tagli che hanno inciso pesantemente sulle attività del Comune, sarebbe bastato poco per dare segnali di “svolta” e di “azione sul territorio” che una classe politica e dirigente responsabile deve avere. Avere una visione della attività politica e degli obiettivi e mantenere una identità operativa chiara è quanto è mancato. Si guardi alle decisioni ondivaghe su HERA e agli atteggiamenti verso la Città Metropolitana che in prima battuta erano di richiesta pressante di risorse, per poi invece ridursi a posizioni di accettazione dello status quo.Ma potrei anche dire in riferimento al “Passante nord” che si diceva essere la soluzione di tutti i mali, e che invece senza la “banalizzazione della tangenziale” quell’opera sarebbe stata inutile. Il Comune di Bologna in questo caso non ha avuto una posizione ferma ma è stato in chiara “debacle” verso le lobbies che hanno interesse a costruire l’opera, a prescindere dalla sua effettiva utilità. Manca in questa Città la capacità di “visione” perché il Sindaco e la sua Amministrazione si fanno tirare per la giacchetta a destra e a manca come nulla fosse.
E allora “le primarie ” a cosa servirebbero?
Le primarie servirebbero a Bologna perché nel PD, che lo ricordo è un partito “federale”, è assolutamente necessario che la linea non sia quella dettata da Roma o da via Aldo Moro. Bologna ha tutto il potere e la legittimità di scegliere attraverso lo strumento di partecipazione. Il Sondaggio divulgato non è credibile e ha dell’inverosimile, ma anche a volerlo considerare attendibile, il risultato proclamato inferiore al 50% è un indice di preoccupazione e non di serenità. Ma ancora più di preoccupazione è il riferimento alla partecipazione dei Cittadini al voto, che sempre più si sentono “scollati” dalla politica e sempre meno partecipano alle tornate elettorali. Non dimentichiamo che a Novembre scorso in Emilia Romagna ha votato un cittadino su 3 e questa è una situazione vergognosa.Le primarie servono a questo, a ridare dignità alle scelte della gente. Il candidato Sindaco che uscisse dalle Primarie, anche lo stesso Virginio Merola, sarebbe dotato di quella autorevolezza che farebbe solo bene alla gestione della cosa pubblica.
Ma perché Merola è così avverso alle “Primarie”?
Ma secondo me perché le voci che sentiamo noi le sentono anche loro…
Bologna è una Città che ha tanti problemi, cosa farebbe Sermenghi Sindaco come primo atto verso la Città?
L’ho detto tante volte. La SICUREZZA. Occorre restituire ai cittadini l’idea che Bologna sia una Città SICURA. Una Città dove le regole siano rispettate da tutti, quindi occorrerebbe in primis un intervento di polizia verso zone della Città che oggi sappiamo tutti essere non vivibili. Ed occorre che le forze di polizia siano messe in condizione di operare con efficacia. Anche in Centro dove ampie zone della Città sono in mano al commercio abusivo e all’accattonaggio con conseguente degrado urbano intollerabile. Sarebbe un segnale importante, come altrettanto importante sarebbe che non ci fosse alcun tentennamento sui principi. Se diciamo che le occupazioni abusive vanno eliminate, questo va fatto. Poi, per carità, ricercare le formule per dare sostegno a chi abbia bisogno è un principio sacrosanto, ma le leggi vanno rispettate. E in questo rientra la politica sociale, sopratutto in una visione di sinistra della politica, che non può tagliare le risorse ai servizi sociali, magari del 19% come fa il Comune di Bologna, senza magari mai avere visto lo sportello sociale del quartiere specifico e le persone che lì si presenteranno per chiedere aiuto perché non riescono a pagare le bollette o il cibo ai bimbi.Le occupazioni abusive occorre assolutamente “estirparle” , dopodiché bisogna aiutare la gente … ma certamente non togliendo potere ai quartieri.
E il “decoro” che si innesta su questo tema?
Il decoro urbano è una parte “visibile” della percezione della insicurezza. Anche su quello bisognerebbe intervenire, anche ad esempio contrapponendosi agli stessi Uffici della Sovraintendenza alle Belle Arti che a volte “sparano” boutades del tutto inappropriate, come quando dicono che “Piazza Maggiore è usata troppo”… Ma Piazza Maggiore per sua natura è nata per essere centro di mercato ed è votata ad essere vissuta e viva. Quindi se la sovrintendenza la vede in modo diverso, io da Sindaco chiamo la Sovraintendenza e ci mettiamo d’accordo!!! E lo stesso vale per il decoro della intera Città , all’interno del quale non è rilevante andare a guardare il colore storico della tinteggiatura di un porticato ma dobbiamo assolutamente impedire che vi siano graffiti ovunque, premiando chi si adopera per pulire questi scempi e punire chi li esegue e che deturpa la città.
Ma è necessario avere tutti questi limiti imposti a Bologna ultimamente?
Quando per troppo tempo si è lasciato correre sul controllo, sulle regole, sul rispetto delle regole… serve un po’ di controllo.. però nella maniera giusta. Mi spiego, non voglio dire che dobbiamo avere un poliziotto o un soldato a ogni incrocio, perché daremmo l’idea di una città degradatissima e insicura, però sapere che in via Indipendenza gli abusivi non ci possono stare perché ci sono poliziotti, carabinieri, finanzieri che sono in grado di intervenire immediatamente allo sgombero, senza che i tutori dell’ordine ricevano addirittura minacce loro medesimi dagli abusivi, sarebbe il primo passo, dopodiché piano piano si recupera il controllo del territorio. Stessa cosa dicasi nei confronti dei giovani, quelli un po’ esuberanti e intolleranti alle regole, che per troppo tempo sono stati lasciati liberi di ogni azione. E io comincerei sopratutto dai controlli sugli affitti in nero che tutti sappiamo essere un fenomeno diffuso in ambito studentesco e che porta molti soldi a pochi e anche un lassismo non tollerabile. Pagare le tasse, rispettare le regole, vivere in un ambiente di rispettosa convivenza, sarebbe un passo fondamentale. A chi rispetta le regole non certo posso imporre di “non vendere la birra fredda”, casomai controllerei che la birra non fosse venduta ai minorenni o addirittura da abusivi o oltre gli orari di chiusura.Le ordinanze “proibizioniste” come quelle ultime emanate non risolvono il problema ma anzi lo accentuano, incentivando lassismo e abusivismo. Peraltro queste attività di malcelato proibizionismo, oltre a essere inefficaci, portano anche tensioni operative all’interno degli stessi organi di Polizia (vedasi le polemiche in essere nel corpo di polizia municipale in riferimento a turni e lavoro). Le azioni vanno fatte durante l’arco della giornata senza bisogno di dovere ricorrere a turni straordinari per amministrare fenomeni ordinari.
Quale visione vorrebbe avere della Città
Io chiedo fortemente le primarie sopratutto al mio partito, il PD, perché sono convinto che solo una idea di visione UNICA per questa Città possa essere vincente. Non è pensabile che ci sia una Istituzione che chieda uno sgombero e un altro assessore che pubblicamente critichi quello sgombero medesimo e critichi le forze dell’ordine e il Sindaco applauda a quell’assessore pensando di ottenere qualche vantaggio politico da questa azione.
Quale sarebbe quindi il Business Plan Cittadino di Stefano Sermenghi?
La mia intenzione sarebbe quella di avere una visione strategica che si basasse su una attività straordinaria fondata su obiettivi condivisi e strutturata su un gruppo di lavoro coeso. Amministrare una Città metropolitana richiede interventi non ordinari che devono avere base in una azione di squadra. Nella mia idea c’è un PD pronto ad aprire le porte ad un programma per la Città, condiviso da ogni forza politica, nessuna esclusa.Un patto di 13 anni basato sui primi 3 anni che servano ad ottenere il voto diretto del Sindaco metropolitano e fissare i primi interventi di azione necessari a riportare Bologna al centro, e ulteriori due mandati da 5+5 per realizzare il piano strategico complessivo di ammodernamento, ordine e sviluppo che l’area metropolitana richiede e di cui ha estremo bisogno. Bologna deve essere rimessa al Centro dell’Italia. Bologna deve mettersi ad allacciare accordi strategici con HERA, con il CNR, con l’UNIVERSITA’ per sviluppare ammodernamento e ricerca. Si pensi ad esempio ad un piano innovativo di gestione dei rifiuti, all’interno del quale HERA e le componenti di ricerca e universitarie si mettano in gioco per una azione di innovazione ed eccellenza. Si pensi al traffico, oggi organizzato in versione radiale che porta dalla periferia al Centro e che invece andrebbe rivisto completamente in forma “concentrica” in grado di collegare luoghi di vita e di lavoro attualmente fuori dal Centro della Città… insomma un piano di largo respiro che riporti questo territorio ad essere motore di innovazione. E non ho citato a caso l’accordo con l’Università perché l’attuale amministrazione comunica che queste relazioni sono state riallacciate. Purtroppo non è vero e tutto si risolve a meri proclami di facciata. Abbiamo una idea di Città Universitaria? Vogliamo pensare a una Cittadella Universitaria e alle implicazioni che questo comporta per le attività che poi avrebbero un impatto economico rilevante dagli spostamenti? Lo Stadio? sarebbe il caso di spostarlo in area consona che permettesse comodità di azione e traffico e anche sviluppo commerciale connesso, ma rivalorizzando lo storico DALL’ARA, magari proprio come Campus universitario. Insomma occorre una visione, un programma una squadra e occorre BOLOGNA PRIMA.
Ma nell’attuale panorama politico cittadino come vedrebbe Sermenghi Super Sindaco di tutti?
Se la domanda è “fai una Lista Civica contro il PD” la risposta è NO! Io vorrei una Lista Civica che si chiami PRIMA BOLOGNA che pone la Città prima di ogni interesse, anche quello dei partiti, e la aprirei ad ogni partecipazione che si renda disponibile a condividere il programma e il piano strategico. Ma in questo ci vuole anche e sopratutto il PD che rappresenta una importante risorsa del territorio. Una alleanza di questo genere a mio parere sarebbe molto apprezzata e gradita e le primarie utili a scegliere il Sindaco dovrebbero anche avere i nomi della squadra e le competenze di ognuno nel campo specifico da presidiare e gestire con una ottica di concretezza.
Una domanda relativamente al problema degli spostamenti e dei collegamenti, come la vede la mobilità?
Qui occorre fare una riflessione e non capisco come mai di questo argomento si siano occupati di volta in volta più soggetti pubblici (TPER, FER, ATC etc…) che non hanno mai evidentemente risolto i nodi veri strutturali. Hanno sempre deciso loro la mobilità a Bologna. Un Sindaco autorevole dovrebbe chiamare tutti questi Soggetti e anche l’università ed esporre quello che è lo stato delle cose evidenziando che mentre tempo addietro il Centro di Bologna era il fulcro e quindi occorreva capire come fare per giungere il centro , oggi il tema è collegare i luoghi tangenti della provincia e del capoluogo con la provincia, in una visione concentrica e non più radiale. La gente abita fuori e lavora fuori. Se vogliamo ridurre il numero delle macchine e l’inquinamento occorre che i mezzi pubblici siano in grado di collegare in modo efficiente ed efficace i vari punti del territorio. Se io abito a Molinella e lavoro a San Lazzaro occorre che vi sia la possibilità che io raggiunga San Lazzaro senza dovere giungere in centro a Bologna e poi ripartire per San Lazzaro medesima. Oggi i mezzi pubblici servono solo quelli che abitano in centro. Ad esempio i Viali di Bologna potrebbero essere un punto di smistamento molto importante. Occorre un piano del traffico che risponda alle esigenze di vita e lavoro dei Cittadini.
La volta precedente che ci siamo incontrati Lei nell’illustrarmi il progetto della nuova scuola di Castenaso mi disse una cosa che mi colpì, riferita alla richiesta di un bimbo di avere “la luce del sole” nella scuola. Questo dimostra attenzione alle richieste della gente e non tutti gli amministratori, anzi pochi per la verità, mostrano attenzione alle richieste e al confronto con i Cittadini, cosa ne pensa?
Spesso ci si veste di una divisa e si assumono decisioni che sono staccate dall’interesse dei cittadini. E’ più facile prendere decisioni a tavolino e agire di conseguenza. Però questo disgrega e non aggrega e porta poi a quella disaffezione verso la politica che si traduce in assenza di partecipazione al voto , quando non di repulsione e disgusto. Io sono solito confrontarmi ed “ascoltare”, anzi ascolto più quelli che mi criticano che quelli che mi lodano, perché spesso la critica serve per crescere e migliorare, se e quando è costruttiva. Quando le scelte vengono assunte da una amministrazione ed esse sono “partecipate” dalla più ampia partecipazione, questo si traduce in energia che costruisce una forza e una società. E da lì parte l’idea cui lei faceva riferimento nella domanda. La nostra scuola sarà costruita dopo avere raccolto note, riflessioni, idee che un team di persone ha recepito e oggi con ingegneri e pedagogisti , oltre professori e alunni, sta elaborando per attuarne la proposta definitiva.
E un’ultima domanda, cosa porterebbe Stefano Sermenghi della sua esperienza locale al governo di Bologna e del territorio metropolitano?
Guardi, è una domanda che mi sono fatto anche io perché qualcuno mi fa rilevare per l’appunto quale esperienza da sindaco di un piccolo territorio io possa avere per aspirare al governo di una metropoli.Mi rispondo che nessuno può avere esperienza finché quella cosa non la faccia. In primis dico che io non ho bisogno di fare il Sindaco di Bologna e che anzi quella attività cambierebbe non poco le mie abitudini di vita. Oggi con la mia attività privata da avvocato e con gli impegni in Castenaso sto decisamente bene e mi sento soddisfatto del gruppo qualificato di lavoro che abbiamo messo in piedi. Ecco io porterei come base proprio il concetto di “delega” inteso come esercizio reale della delega. Questo qui a Castenaso è accaduto. Il Sindaco deve fare il Sindaco e gli Assessori devono essere delle persone in gamba che “devono rimetterci” a fare quel lavoro lì. Bisogna cominciare a valutare i politici anche dal fatto che non sono persone che non hanno di meglio da fare se non i politici stessi. Se non hanno niente di meglio da fare … è bene che non facciano!! La mia esperienza è quella che mi spinge a vedere come vincente un piano operativo verso Bologna che porti competenze, una squadra, obiettivi, che generino azioni concrete.
Faccio fatica a salutare e ad accomiatarmi da Stefano Sermenghi , perché è una persona di straordinaria chiarezza e semplicità che sa trasferire concetti anche complessi in parole comprensibili e dirette. Abbiamo, prima dell’intervista qui riportata, scambiato alcune chiacchiere “fuori onda” e una considerazione la voglio qui riportare perché la ritengo fondamentale nel bagaglio di un politico avveduto. Stefano Sermenghi condivide senza se e senza ma l’assunto che la più grande riforma (mancata e non annunciata) che renzi avrebbe dovuto fare sarebbe dovuta essere quella della PARIFICAZIONE ASSOLUTA FRA LAVORO PUBBLICO E LAVORO PRIVATO in temi di normativa e conseguenti trattamenti.
Grazie Stefano Semenghi , saresti il mio Sindaco !





Una persona falsa
Paragonato a quello di budrio….
Sembra il comico di zelig uguale
Personalmente a Bologna lo avrei visto bene, ma nonostante le false promesse, lo zoccolo duro del partito ha vinto, e le primarie non si faranno, ma chissà, non è detta l’ultima parola, difficilmente il Sig. Merola gode dei favori dei cittadini e verrà rieletto, come la dirigenza del PD vuol far credere. Vedremo.