Cominciamo con questo articolo il nostro percorso all’interno dell’Universo complesso del mondo dei Rifiuti e del loro smaltimento intelligente. A Budrio è un tema molto caldo e anche sensibile per i Cittadini che temono di dovere trovarsi a gestire in autonomia, dall’oggi al domani, i propri scarti domestici, sopratutto quello più impegnativo e problematico l’UMIDO. Le prescrizioni comunali prevedono 2 passaggi di prelievo settimanali per questa tipologia di rifiuto, e un passaggio settimanale per un’altra tipologia assimilabile che è quella riferita agli “sfalci” e al verde domestico ( prato etc..). Queste tipologie di rifiuto, cui va aggiunto quello degli escrementi degli animali, non è davvero facilmente gestibile e il servizio di raccolta e gestione andrebbe anche adattato a situazioni ambientali tipiche delle stagioni e al territorio ove l’agglomerato urbano incide ( se più territorio abitativo con densità abitativa più alta, e territorio con densità abitativa più bassa e maggiore presenza di aree verdi).
Ora, analizzando il territorio budriese si evidenzia che si tratti di una località ad estensione vasta ubicata nella campagna bolognese non casualmente denominata “bassa” dalla storica dislocazione di “bassa pianura bolognese”. In questo vasto territorio Budrio e le sue frazioni contano circa 18.000 abitanti residenti e qualche migliaio di “avventori” non stabili ( familiari, lavoratori, studenti, statisti etc…). In questa situazione territoriale si evince con chiarezza che Budrio è una Cittadina di provincia della Campagna bolognese, dove peraltro esistono diverse aree tipiche agricole, la cui più famosa è quella della Patata.Si pensi ad esempio alla ultima cementificazione urbana deliberata come espansione urbanistica dal Comune di Budrio, e avente ad oggetto la nuova zona Creti, che precedentemente era una aerea agricola, ricca di acqua, molto adatta alla coltivazione della Patata. Indiscutibilmente un territorio “agricolo”.
Ebbene a Budrio una soluzione di estrema modernità ed interesse potrebbe essere quella di realizzare impianti di compostaggio centralizzati per aree territoriali agricole territorialmente divise, e incentivare il compostaggio domestico per coloro che avessero superfici verdi disponibili che ne consentissero l’impiantazione. Il Compostaggio, lo ricordiamo, è il sistema di deterioramento naturale dei rifiuti umidi e degli scarti verdi che sviluppa produzione di COMPOSIT, un fantastico, ricco e naturale, fertilizzante, molto importante per il ciclo biodinamico del terreno.
Il centro storico invece potrebbe essere dotato degli impianti centralizzati di raccolta dell’Umido, meglio interrati, che potrebbero servire da centri di raccolta per il conferimento ai centri di compostaggio.
Questo sistema, se attuato con gradualità, ma con decisione potrebbe davvero essere un risolutore molto importante della problematico della gestione dell’umido.
A questo si potrebbe abbinare la gestione attraverso ceneri di raccolta ed isole differenziate all’interno delle quali avere il telecontrollo on Chip dell’indifferenziato, e conseguente aggravio dei costi di igiene per i conferitori di indifferenziato. Quest’ultimo sistema di controllo e aggravio di costi per i conferitori di indifferenziato permetterebbe di “premiare”
PRIMA COMPOSTIERA COLLETTIVA A SANT’ANTONINO DI SUSA
UN PROGETTO DELLA PROVINCIA DI TORINO, CHE HA STANZIATO 60 MILA EURO)
indirettamente i “differenziatori”. Proprio di oggi le notizie di cronaca (TG1 e TG2) che evidenziano l’aumento verticale di differenziazione nei Comuni dove è attivato il sistema di controllo rigoroso dell’indifferenziato con telecontrollo e microchip.
Crediamo importante sensibilizzare i Cittadini ad un percorso virtuoso, ma non mettere in imbarazzo la vita dei medesimi, che sarebbero e saranno certamente riottosi e indignati per obblighi fastidiosi che gli si impone , smaccatamente facendo diventare OGNI CITTADINI, un dipendente indiretto di HERA, non retribuito e con DEPOSITO in CASA del rifiuto.
Altro elemento molto IMPORTANTE riguarda il COME VIENE UTILIZZATO il materiale differenziato raccolta da HERA, quanto produce come valore, a chi è conferito e quanto ???
Ma in Comune tutto va avanti senza tentennamenti fino a quando il Sindaco e la sua Giunta non si renderanno conto che i Cittadini sono indignati e offesi da questa via di azione adottata, radicale e senza confronto, né condivisione, e con aggravi indubitabili di costi diretti ( il costo del servizio) e indiretti ( il costo di gestione dei Cittadini sia per l’opera di raccolta e differenziazione e deposito, che per attività connesse, quali gli spazi da predisporre per la conservazione delle orribili buste di plastica).





