La città di Detroit, sede delle tre grandi case automobilistiche americane (Gm, Ford e Chrysler), ha presentato la richiesta di bancarotta è il piu’ grande fallimento di una municipalita’ di tutta la storia americana. La citta’, una volta florido motore dell’industria automobilistica Usa, ha un debito fra i 18 e i 20 miliardi di dollari e ha visto i suoi cittadini crollare dagli 1,8 milioni degli anni ’50 a soli 700.000, uno spopolamento che ha ridotto la base dei «contribuenti» al bilancio delle casse municipali senza che, contemporaneamente, si riducessero le spese pubbliche. Una richiesta che arriva nel momento in cui il settore dell’economia privata è in decisa ripresa. Per i tre giganti dell’auto Gm, Ford e Chrysler la produzione è ripartita, i contratti girano e il mercato delle quattro ruote è destinato a crescere. Per contro a peggiorare la situazione decenni di amministrazione pubblica a cavallo tra l’incapacità e il malaffare, con un’altalena di operazioni finanziare sbagliate, intervallate da veri e propri episodi di corruzione. L’agenzia Moody’s ha confermato il rating a tripla A (il valore massimo) agli Stati Uniti e ha ha rivisto al rialzo l’outlook da “negativo” a “stabile”, riducendo le chance di un possibile taglio del rating nei prossimi mesi. Moody’s spiega la sua “promozione” con l’apprezzamento della gestione del debito pubblico Usa, che é in linea con i criteri previsti dalla stessa agenzia. Per Moody’s la crescita Usa, benché moderata, sta procedendo al momento a una velocità maggiore rispetto ad altri Paesi con rating AAA. Per l’agenzia, infine, l’economia americana sta dimostrando una maggiore capacità di risposta ai tagli adottati dal governo americano.



