Da giorni ci stiamo occupando di quanto accaduto nella zona umida della valle Benni a seguito della moria di pesci e del relativo disastro ambientale le cui origini sembra davvero insostenibile che possano attribuirsi alla apertura delle paratie per lo svuotamento del bacino. Da tempo il bacino presenta acque putride e maleodoranti e l’aspetto visivo denuncia un colore rossastro certamente atipico. Peraltro non si comprende il motivo di eventuali pescatori di frodo che avrebbero svuotato il bacino per fare incetta di pesce che però non ha asportato nessuno, visto che è rimasto a marcire a quintalate sulla sponda.
Abbiamo interpellato il Comune che ha detto di non volere al momento dire altro di quanto pubblicato sul sito.
Abbiamo interpellato l’Arpa e sino ad oggi nessun cenno, nessuna risposta, in barba alla informazione ai Cittadini e al supremo interesse alla tutela dell’Ambiente.
Certo non ci meravigliamo più di nulla visto che in zone d’Italia meno fortunate delle nostre hanno seppellito cimiteri interi di rifiuti tossici e dopo anni e anni di denunce e dopo morti a ripetizione e malattie terribili, finalmente qualcosa si è mosso.
E’ molto semplice amministrare la cosa pubblica con il voto dei Cittadini e poi, una volta occupata la sedia, rendersi supremi depositari di verità e concedere notizie con sistemi bolscevichi di centellinamento e dire e non dire a seconda degli umori degli amministratori, che quando sono “urtati” dai giornalisti , si rifugiano dietro il diniego da presunta offesa personale ricevuta.
E intanto non comunicano notizie, si sottraggono a domande e interviste, sfuggono alle preoccupazioni oggettive della cittadinanza.
Ma, cosa ancora più indisponente è vedere le gesta che vengono compiute. VALLE BENNI è stata recintata e un cartello ben visibile davanti alla recinzione intende interdire l’accesso a salvaguardia della flora e della fauna dell’area.
Ma questo vi sembra il giusto modo di agire?
Interdire una area di interesse ambientale straordinario è la misura corretta da attuare dopo quanto accaduto?
O forse sarebbe il caso di entrare nel merito delle indagini e capire cosa è davvero accaduto in quell’area. Sono state fatte le analisi biochimiche della acque e dei pesci morti?
Si è potuto controllare impronte e tracce di mezzi che potrebbero avere attraversato l’area. Si è fatta una ispezione accurata del percorso della Valle per capire se le sponde e le zone a monte e a valle siano prive di segnali conseguenti a sversamento di rifiuti tossici’ Sono state fatte le indagini sulle attività della Aziende poste in zone a monte e a valle e confinanti, per capire se in esse ci sono procedure corrette di smaltimento di rifiuti biochimici?
E, per finire, invece che interdire non sarebbe utile prima bonificare e poi attuare sistemi di videosorveglianza adeguati?
Secondo tutti basta un cartello e un recinto a fermare la criminalità?
E non potrebbe essere che le cause di moria invece che dalla terra, provengano dal sottoterra? per via delle falde?
Tanti interrogativi che oggi non trovano risposta e invece trovano cartelli e recinzione che servono solo per comunicare un divieto in più, senza avere alcuna azione verso chi e cosa abbia causato il disastro.
Insistiamo a indagare e chiedere e intervenire.
E bene fanno i Cittadini a insistere nella denuncia, nel postare foto e nel tenere sotto pressione costante i tanti burocrati delle poche parole, che su Valle Benni e sul disastro scrivono 2 righe e su inutili e leggiadre feste di piazza e premi del pistolotto d’oro si sperticano in poemi di autoreferenzialità del tutto inadeguati.
Come dire ognuno amministri ciò che è in grado di gestire, e qui per le feste dei pifferi e i premi del più bravo sindaco del pattume si fa tanto, ma della Valle Benni il disastro si risolve con un recinto e un cartello e 3 righe belle stringate .
Honni soit qui mal y pense



