Si chiama Tick Borne Encephalitis (Tbe), meningoencefalite, ed è trasmessa da una zecca, diffusa soprattutto nell’Est Europa. Ma anche l’Italia non è immune: la Ixodes Ricinus, conosciuta come zecca dei boschi, è localizzata nel Triveneto e in molte aree rurali e urbane.
Non sono molti i casi di Tbe registrati nel nostro Paese, appena 30 (80 dal 2000 ad oggi), ma sono in costante crescita a causa dell’aumento delle temperature terresti e della fauna selvatica. Soprattutto si presenta in forme spesso gravissimi, talvolta mortali.
Una situazione quindi da sorvegliare, tanto che le autorità sanitarie europee hanno chiesto anche all’Italia di inserire la malattia tra quelle “notificabili”.
A fare il punto della situazione, esperti del settore – riuniti oggi a Milano in occasione di un media tutorial – che hanno voluto puntare riflettori su una malattia per la quale non esiste una cura mirata, ma che è possibile prevenire con una semplice vaccinazione. Un tema che ha coinvolto anche la Toscana dove il fenomeno è ancora raro, ma sotto sorveglianza: per questo stato organizzato un convegno ad hoc dalla Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica in collaborazione con l’Azienda Usl 2 di Lucca e la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni.



