Berlusconi stanco della guerra intestina che sta danneggiando e togliendo voti al Pdl ha deciso di riprendere in mano il partito, cacciare i traditori, tornare a Forza Italia e azzerare deleghe e incarichi. ” Io sono e resto il presidente” afferma con decisione il Cavaliere che convoca per le 17 di oggi l’ufficio di presidenza. L’unica ‘concessione’ che l’ex premier potrebbe decidere di fare è di mettere ai voti la nomina di un vicepresidente, ruolo che dovrebbe essere affidato ad Angelino Alfano. In questo clima tornano a spirare venti di crisi. Le colombe sono in fibrillazione: le notizie che arrivano da palazzo Grazioli non fanno presagire nulla di buono, il Cavaliere vuole andare allo scontro, e torna la minaccia della scissione, con la creazione di nuovi gruppi. Il problema è l’incognita Alfano. Nel faccia a faccia dell’altra sera, Berlusconi ha messo sul tavolo della ‘trattativa’ con il vicepremier la carica di vicepresidente di Forza Italia, per sè il pieno timone del partito, o in alternativa, due unici coordinatori, uno lealista e uno governativo. Il segretario, stando a quanto lui stesso ha riferito alle colombe, avrebbe preso tempo. Ma avrebbe posto nuovamente la questione dell’investitura ufficiale quale unico e indiscusso successore alla guida del partito. Non solo: Alfano avrebbe anche chiesto di non essere ‘commissariato’ da un organismo direttivo – o due coordinatori – al suo fianco. L’anno prossimo a primavera ci sono le europee e Alfano non ha nessun interesse a presentarsi con un partitino che rischierebbe di non passare nemmeno lo sbarramento. Il timore di alcuni governativi, che finora hanno condiviso con Alfano la battaglia per la scalata al partito, è che il segretario ceda a Berlusconi anche perchè la scissione, se Alfano si tira fuori, non avrebbe più senso. “Se se ne vanno – è il ragionamento del Cavaliere, facciano pure, si autoescluderanno da ogni gioco e faranno la fine di Fini e di Fli”.



