Nature ha pubblicato i dati di una interessante ricerca scientifica dell’università scientifica di Seattle. Essa è molto importante perchè potrebbe segnare un passo importante nella sconfitta della obesità, il male sociale così rilevante negli Stati Uniti, ma molto importante anche nel resto del mondo.
La ricerca ha stabilito che in una zona del cervello umano, specificamente nel “nucleo parabrachiale del tronco encefalico” che presidia l’area del gusto e che regola l’apporto di sodio e il dolore, è attivo un nucleo di cellule preposte a regolare l’appetito e a stimolare i comportamenti verso il cibo.
La molecola che svolge questa importante funzione regolatrice dell’appetito è il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp).
Come al solito sono i topi ad avere asseverato scientificamente i dati della scoperta , rispondendo in modo perfettamente consono alle stimolazioni di questa area attraverso fasci di luce. L’area colpita da luce interrompeva il senso di fame e le relative reazioni alimentari.
La scoperta è molto importante anche per tutte le malattie legate all’alimentazione, fra cui anche la bulimia. E’ stato scoperto che le molecole deputate alla “fame” incidono anche reattivamente sulla Amigdala, una parte del cervello che si attiva e stimola quando ci sono, paure, emozioni, stress psico-fisici.
Conseguentemente a questa importante scoperta sarà più facile colpire le molecole deputate alla regolazione degli istinti alimentari e controllarne le reazioni psico-fisiche, anche nervose.



