Almeno venti persone sono rimaste uccise in un terremoto che ha distrutto edifici e innescato smottamenti del terreno in tre isole delle Filippine, note come mete turistiche. Quindici delle vittime si sono registrate a Cebu, la seconda città delle Filippine e porta di accesso ad alcune delle più belle spiagge dell’arcipelago. Il sisma ha avuto una magnitudo di 7.1 e ha causato vasti danni ad alcune chiese antiche, ma anche a edifici moderni e le strade sono rimaste bloccate dagli smottamenti. Le altre cinque vittime si sono registrate sulle isole di Bohol e Siquijor, anch’esse note per le acque cristalline e le spiagge bianche, che vengono visitate con escursioni in barca da Cebu. Le Filippine si trovano in quello che viene definito l’Anello di fuoco del Pacifico, una catena di isole soggette a terremoti ed eruzioni vulcaniche. Il peggior disastro naturale avvenne nel 1976, dopo un terremoto che provocò fra le 5.000 e le 6.000 vittime.



