Quanti di voi aprendo la mail vedono comparire messaggi che sotto varie forme comunicative e vari “inviti” più o meno espliciti, inducono i maschietti a intraprendere cure, rimedi, attività “scientificamente acclarate (BOH)” che promettono il protrarsi dimensionale del fringuello umano simbolo della maschil virilità e a volte anche icona di come il macho ragioni e agisca in social activities…
“amico leggi questa mail e ti viene fuori una canna da pesca”… con pillole, elastici, anelli, fino alle ipotesi estreme di visite per operazioni di innesto. Insomma il pesciolino intimista è oggetto delle migliori attenzioni social popolari. Ma è poi davvero così importante la dimensione dell’arnese?
Se da un punto di vista scientifico questo aspetto dimensionale è davvero poco rilevante, perché ampiamente dimostrato che la stimolazione sessuale che porta all’orgasmo è correttamente praticabile senza dovere essere dotati della clava di Neanderthal , anzi , per assurdo, l’Asso di Holmes potrebbe addirittura essere un impedimento al risultato sperato.
Da un punto di vista invece della fantasia erotica e della stimolazione psicologica studi scientifici hanno dimostrato in tutte le salse e minestre che effettivamente un corpo maschile tonico, ma non muscolare, con una appendice “importante” stimola l’approccio erotico/fantasioso rendendo più facile l’accoglienza femminile verso il maschietto cacciatore.
Ma in effetti poi , durante il rapporto vero e proprio, la dimensione del pirullo passa in secondo piano rispetto all'”ars amatoria” che si compone di tempi, metodi , odori e manipolazioni che spesso hanno valenza di molto superiore al volume ornitologico.
Però la tendenza eros-modaiola spinge verso la clava del ciclope e quindi maschietti depressi vanno a cercare metodi di incremento del pistillo che molto spesso sono solo attività inutilmente costose e per nulla soddisfacenti della ipotesi desiderata di moltiplicazione del centimetraggio.
Solo l’intervento protesico con innesto ha una valenza in termini di risultato , ma va valutato con molta attenzione perchè esso incide su una situazione anatomica personale e quindi varia la morfologia soggettiva al solo scopo di soddisfare desideri di virulenza penis che il più delle volte portano solo spiacevoli conseguenza , più che soddisfazioni maschili di potenza sessuale maggiore.
Quello che sconvolge è però il risultato di vendita di metodi i più variegati che evidentemente incidono in modo deciso sull’ego del maschio psicologicamente debole di fronte a una Donna sempre più decisa e determinata oltrechè dotata di personalità forte , che induce il maschietto a analizzare in camera privata il suo cannolicchio optando per la scelta di risorgere e vincere nel confronto solo attraverso lo sviluppo del bargiglio in sperata canna da pesca incontinente nello slip come oggetto di telescopica prolusione verso l’alto, alto e infinito…
E i vecchi proverbi “no lungo che tocchi , nè grosso che turi ma duro…”e via di bibliografia di archivio, non riescono a contenere la voglia di espressione visiva del maschietto indebolito, che vorrebbe srotolare inconsapevoli decimetri di salsiccia anatomica.
Per cui ecco che le mail si fanno sempre più insistenti, aumentano ogni giorno di più e nell’imbarazzo gestionale della posta si evidenzia che il fenomeno evidentemente è più diffuso di quello che sembri.
Nel ricordare che questo argomento della dimensione del pene è solo un fatto di compiacimento per il maschietto depresso e di sfottò per la Donna che ne fa un indice di misurazione della consistenza in materia grigia del Compagno di turno o di momentanea soddisfazione di fantasia erotica sporadica, comunichiamo he torneremo sull’argomento attraverso una inchiesta condotta dal dipartimento di scienze comportamentali della Columbia University di NY, teso proprio a considerare stili, comportamenti e relazioni fra persone in situazioni sessualmente diverse.



