La Legge di Stabilità è il banco di prova di tenuta del Governo, alla luce della decisione, già nell’aria, di uscita del gruppo di Forza italia dalla coalizione. La diatriba fra Alfano e Forza Italia non è sul merito della uscita dal governo, ma sul fatto di mettere in crisi la tenuta del governo medesimo nel momento più critico della gestione di fine anno. E la critica è rivolta essenzialmente al punto determinante di questa uscita dal governo, che , secondo Alfano, non è il merito della Legge di Stabilità, ma il voto di decadenza a carico dell’On. Berlusconi. Pur confermando , Alfano, che votare la decadenza del Senatore Berlusconi è un atto sbagliato. In tutto questo si innescano le tensioni che oggi dividono i gruppi del Centro Destra, che vedono effettivamente posizioni diverse sopratutto riguardo alla tassazione sulla casa. L’Onorevole Brunetta ha chiaramente affermato che l’ipotesi di questa legge di stabilità apre le porte a una tassazione complessiva sulla casa di 10 miliardi di euro, con gravami oggi non perfettamente calcolabili, ma che prospettano una “patrimoniale” molto pesante.
Poi ci sono le posizioni del Centro Sinistra che invece dichiarano che i livelli di tassazione rimarranno invariati, pur lasciando libera scelta ai Comuni per l’imposizione sulla casa.
Trapelano già informazioni che la tassa sulla PRIMA CASA sarebbe ripristinata, con nome diverso, e sarebbe applicabile con arbitrio dei singoli comuni.
Le ipotesi di sostegno alla crescita sembrano sorreggersi solo su argomenti aleatori e poco credibili nella loro capacità di successo.
Comunque la spaccatura è aperta e le prospettive si prestano a scenari del tutto imprevedibili.



