Molti dimenticano queste tragedie appena accadute e che si stanno ancora consumando
Mentre le autorità fanno salire a 359 morti e 765 feriti accertati la conta delle vittime del terremoto di martedì, il portavoce del governo provinciale del Balochistan, la provincia occidentale pachistana colpita dal sisma di grado 7.7 e dalle successive scosse di assestamento ha avvisato che le difficoltà per le squadre di soccorso a raggiungere i sopravvissuti in aree remote potrebbero far salire ancora il bilancio. “Temo che ci possano essere altri corpi sotto le macerie”, ha detto Mohammad Jan Buledi.
Cibo, acqua e tende sono insufficienti e il governo locale si trova per questo sotto pressione, come per la decisione – annunciata ma non motivata – di non accettare aiuti dall’estero. Se i feriti più gravi sono stati trasportati altrove, anche con gli elicotteri, i sopravvissuti si trovano in condizioni assai precarie. Confermati a 21.000 le case distrutte e a 300.000 gli abitanti colpiti dal terremoto in sei distretti della provincia.
Alle difficoltà si aggiungono i rischi della guerriglia endemica in questa regione da parte delle milizie di etnia balochi, la popolazione originaria di queste aree di confine tra Pakistan e Iran che da molti anni persegue l’indipendenza per ragioni identitarie ma anche nel contesto del controllo del territorio da parte di famiglie e clan. Il governo locale ha lanciato un appello ai gruppi separatisti affinché cessino gli attacchi nelle aree devastate. Sono stati infatti confermati sia l’agguato a un convoglio di soccorritori scortato da paramilitari delle Guardie di frontiera martedì stesso, sia il lancio di razzi contro l’elicottero su cui era in ricognizione il responsabile dei soccorsi nel distretto più colpito, quello di Awaran.
“Donne e bambini hanno un disperato bisogno di aiuto – ha comunicato il portavoce Buledi – Moriranno di fame se gli attacchi dovessero continuare”.
Oris Yademoun ( studente di Peshawar)



