Successo per lo sciopero che ha coinvolto, oggi 22 luglio, dirigenti medici, veterinari, sanitari, amministrativi, tecnici e professionali del Servizio sanitario nazionale. La partecipazione ha superato il 70%, garantite comunque le prestazioni urgenti e indifferibili. “Siamo al limite della sopravvivenza del sistema – ha spiegato Massimo Cozza, segretario nazionale dei medici della Cgil – e le condizioni di lavoro, la penuria di risorse, la dilagante precarietà che colpisce 10mila giovani medici che rischiano di invecchiare senza certezze lavorative, il blocco dei contratti imposto da oltre 4 anni e la strisciante privatizzazione della sanità impongono una reazione. Il sistema sanitario nazionale è sotto attacco, vittima di interessi economici e dell’ottusa logica dell’austerità senza diritti. Bisogna utilizzare questo sciopero – conclude Cozza – per spiegare che la nostra sanità non è né costosa né pletorica, che il contratto nazionale non è un privilegio ma uno strumento per riformare e innovare la sanità”.



