Massima allerta soprattutto per il sostituto procuratore Nino Di Matteo, pm dei processi Mori e sulla trattativa Stato-mafia in quanto sarebbero pronti esplosivo e telecomando per realizzare un attentato nei suoi confronti. A rivelarlo un confidente della polizia che ha riferito di riunioni tra i mafiosi, il confidente sarebbe un uomo attivo nel mondo del traffico degli stupefacenti e di armi, ritenuto attendibile. Ci sarebbero almeno quindici chili di esplosivo, da tempo a disposizione di Cosa nostra che sarebbe intenzionata a intervenire al piu’ presto. Una riunione operativa, un summit di capimafia, avrebbe mobilitato il clan di Brancaccio. Una nuova pagina inquietante, dunque, della serie di intimidazioni e segnali che hanno avuto come destinatario Di Matteo, ma anche altri colleghi, non ultimo il pm Roberto Tartaglia la cui casa di recente e’ stata oggetto di una strana intrusione. Attorno al magistrato, oltre agli uomini piu’ esperti del reparto scorte, anche i carabinieri del Gruppo intervento speciale, le teste di cuoio, tre auto blindate e una quarta a fare da staffetta, e poi la vigilanza fissa davanti casa.



