Studenti in piazza in circa 80 città oggi per una delle prime date di mobilitazione d’autunno lanciata dall’Unione degli Studenti al grido di ‘Non c’è piu’ tempo’. “Non c’è più tempo da perdere con le politiche di austerità”. Da parte dell’attuale governo non c’e’ stata nessuna reale inversione di tendenza”, dichiara in una nota l’Unione degli Studenti, “mentre alla scuola pubblica e al welfare vengono destinate poche briciole si sceglie di continuare a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell’immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni”. Per questo, spiegano gli studenti, “portiamo in piazza in tutta Italia le vere emergenze sociali del Paese, rivendicando il rifinanziamento totale dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio, lottando per un cambio di rotta radicale rispetto all’attuale modello di sviluppo”. Spiega Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell’Unione: “Da anni ormai sappiamo che il sistema scolastico italiano è negli ultimi posti di ogni statistica Ocse, sempre più definanziato e provato da 10 anni di politiche di austerità. Sugli striscioni le scritte “Le scuole pagano le spese delle crepe del Paese” “Legge nazionale per il diritto allo studio”, “Violentano la scuola uccidono il futuro”, “Tempo scaduto prendiamoci tutto”, “C’è qualcosa che non va”, (scritto al contrario), “Contro la scuola di classe”. Daniele Lanni della Rete degli studenti medi afferma che che solo investendo nell’istruzione si può far ripartire il Paese. Il decreto legge istruzione dà una risposta insufficiente. Chiediamo una legge per il diritto allo studio che garantisca condizioni di partenza uguali ai giovani di tutte le regioni d’Italia.



