Papa Francesco avrebbe telefonato “nelle ultime ore” al presidente siriano, Bashar al-Assad, per chiedergli di ridurre il più possibile la repressione contro i ribelli e di assumere un atteggiamento più conciliante in vista di una soluzione del conflitto. A scriverlo è il sito del quotidiano argentino El Clarin, che cita fonti vaticane. Ci sarebbero stati contatti anche tra la Santa Sede e la Francia, l’altro Paese che ha annunciato di voler partecipare a un intervento militare. Anche se al momento non ci sono conferme dal Vaticano.
Intanto la tensione tra Mosca e Washington resta alta: il deputato repubblicano John Boehner, presidente della Camera dei Rappresentanti Usa, ha respinto la richiesta dell’ambasciata di Russia per tenere un incontro con una delegazione russa, finalizzato a discutere della crisi siriana: lo ha reso noto il portavoce dello stesso Boehner, Michael Steel.
“Il presidente ha declinato la richiesta dell’ambasciata russa”, e’ stata la laconica dichiarazione di Steel. Fonti della rappresentanza diplomatica, citate dal network televisivo Cnn, hanno nondimeno confermato che la visita dei delegati negli Stati Uniti rimane in programma, e che avverrà “la settimana prossima”. La rappresentanza russa comprenderà membri sia della Duma sia del Consiglio della Federazione, e cercherà d’incontrare esponenti tanto repubblicani quanto democratici di ambedue i rami del Congresso.
L’iniziativa, promossa dallo stesso presidente russo Vladimir Putin, appare destinata a esercitare pressioni sui parlamentari americani affinchè boccino la richiesta di Barack Obama di autorizzare un’operazione militare “circoscritta” contro il regime di Bashar al-Assad.
Non a caso tre giorni fa la leader della camera alta di Mosca, Valentina Matviyenko, aveva anticipato che la delegazione tentera’ di raggiungere Washington prima del 9 settembre, quando il Congresso riprendera’ i lavori dopo la pausa estiva, e in calendario troverà subito il dibattito sull’intervento in Siria, seguito dalla relativa votazione.




