Adriano Scibilla, storico pasticcere del BAR del BORGO tiene a precisare che il suo post su “una Budrio Peggiore è Possibile” riferito alla esposizione del Pattume in Centro Storico da parte delle Imprese ed esercizi, sopratutto quelli aventi caratteristiche di “somministrazione di cibo e alimenti”è stato interpretato in modo errato dalla amministrazione budriese, che peraltro, in commento allo stesso post, si è lasciata andare ad “avvertimenti” nei confronti dei Cittadini, che avrebbero potuto provocare “denunce e tutele giudiziarie”.
Frasi improvvide e decisamente fuori luogo in una Comunità che dovrebbe confrontarsi , anche aspramente, soprattutto perché le scelte del Governo del Paese sono “invasive” e molto criticate in tema di costi, economia, igiene, modalità, e vantaggi e svantaggi e interessi di vari soggetti.
In una comunità che si confronti, che sbandieri l’arma della vessazione e/o del muscolo pubblico pronto a colpire, la si dice lunga sullo spirito di servizio del “Pubblico” rispetto alle risposte da dare ai Cittadini e sopratutto le spiegazioni precise e attente verso chi chieda fatti e risparmi ed efficienza mettendoci la faccia e ricevendo solo “anonimi” interventi da istituzioni che non hanno alcun coraggio di firma personale.
Comunque , Adriano Scibilla, cosa voleva evidenziare nel Suo Post?
“Volevo evidenziare il fatto che noi siamo ligi al dovere e rispettiamo gli spazi dove il pubblico gira e vive, cercando di trovare una collocazione consona ai nostri bidoni di rifiuti. Non comprendiamo perché in altre situazioni vi debba essere una esposizione di rifiuti all’aperto e trovare i rifiuti medesimi esposti oltre gli orari e i tempi stabiliti e fissati dallo stesso cartello apposto nell’area in questione. Questo genera situazioni all’interno delle quali sia lecito domandarsi se non ci siano cittadini di serie A e B. “
Ma cosa Le hanno contestato, in fin dei conti, quelli di Hera?
No , non si tratta di “contestazioni” ma di toni e contenuti di discussione sul tema rifiuti che io non condivido.. Entriamo nel merito.. differenziare vuole dire separare correttamente per consentire recupero e riciclo dei materiali. Una carta sporca e contaminata non è CARTA, è indifferenziato. La Signorina addetta mi faceva notare che io avrei dovuto raccogliere i rifiuti , ad esempio della “toilette”, differenziandoli. Si capisce che questa è una richiesta “assurda” , vuole che io mi metta “a ravanare” nelle buste e separi? Quindi per me quella è indifferenziata. Altro discorso simile il servizio di cestini esterni che diamo per evitare che la gente butti a terra e sporchi le strade e il portico. Gli ambienti come i nostri hanno spazi che costano soldi e sacrifici e questa raccolta costa soldi e sacrifici. Siamo per la differenziata ma siamo anche perché ciò sia davvero utile e se possibile non arrechi disturbo ad alcuno, non generi costi aggiuntivi, non limiti spazi commerciali e di vendita, non abbia disparità di trattamento fra esercizi.
Ma Lei cosa proporrebbe alla Amministrazione per dare una soluzione praticabile?
Proporrei che fossero chiamati intorno a un tavolo tutti gli esercizi interessati e fossero raccolte proposte per dare risposte ad esigenze di lavoro e di impresa in ragione di esigenze comuni di ambiente. La mia proposta sarebbe quella di istituire un punto di raccolta dedicato agli esercizi commerciali comodo e raggiungibile, magari interrato, dove conferire in via differenziata i rifiuti, eliminando buste e pattume in strada e dando libero accesso di orari e giorni. Le faccio un esempio : i cartoni per le uova, per le regole in vigore sono CARTA, ma questo è sbagliato. La contaminazione da contatto altera quel rifiuto, lo rende maleodorante, non conservabile per molto tempo, così i cartoni per il latte, le bottiglie di plastica, per non parlare dei contenitori di insalate, angurie, cocomeri o carne. Insomma differenziare è importante e fondamentale ma è anche fondamentale seguire il ciclo delle cose e dare i giusti input di differenziazione per il corretto riuso. Peraltro sarei davvero molto curioso di capire dove poi tutti questi conferimenti vanno a finire e cosa essi generino. Mi piacerebbe capire le dimensioni dei centri di ricevimento dei rifiuti differenziati e come mai piccoli centri possano svolgere in modo esaustivo e corretto le attività di ricevimento, stoccaggio, smistamento. Insomma a mio parere c’è molta strada da percorrere ancora sulla via della trasparenza.
A Budrio Lei svolge una attività di cui parleremo a breve in un articolo dedicato alla Sua Azienda di Gusto, ma cosa La preoccupa di più nella evoluzione del mercato e della crisi radicata negli ultimi anni?
La disponibilità di denaro della gente è purtroppo diminuita, ma già da tempo noi abbiamo instaurato una politica di estrema attenzione al prezzo e alla qualità dei prodotti. Meglio fare girare tanto prodotto con margini minori, che avere margini più alti ma minore “rotazione”. Una nostra prerogativa è la freschezza e quindi il concetto non può che essere quello di alta rotazione. Poi io non apprezzo né condivido chi sia poco attento ai nostri ragazzi. Mi risulta che minori trovino facilmente accesso a bevande alcoliche in acquisto e il consumo delle medesime, specie quei beveroni con mix di super alcolici, crea solo danni irreparabili alla salute e all’equilibrio psico-fisico dei ragazzi. Pertanto noi siamo veramente molto attenti nel capire chi sono i nostri consumatori, non per mettere il naso in fatti di altri, ma per evitare di agevolare le incoscienti scelte di alcuni giovani in vena di normali esaltazioni di “adultismo precoce”.
Ringraziamo Adriano Scibilla del Bar del Borgo di via Marconi in Budrio e presto lo rivedremo su queste pagine per raccontarci la sua storia di grande tradizione.





Da “Il Mercante di Venezia” – Antonio (a Bassanio) : Lascia andare.Ti prego, pensa che stai altercando,Bassanio, con l’ebreo. Tanto varrebbe
star sulla spiaggia e pregar la marea di contenere il suo solito flusso;
tanto varrebbe domandare al lupo perché ha costretto l’angosciata pecora a belar per la vita dell’agnello; o proibire ai pini di montagna
di scuotere le loro eccelse cime e di stormire con molto rumore alle violente raffiche del vento; tanto varrebbe far qualunque cosa la più difficile su questa terra, che cercare d’intenerire – ahimè – il suo cuor di giudeo. Perciò ti supplico, astieniti dal fargli altre profferte, non stare lì a sprecare altre risorse”. IN POCHE PAROLE : con questi e’ inutile cercare il dialogo, il confronto, il contraddittorio. Vanno mandati a casa e basta, e il prima possibile.