L’Imprenditore ci ha messo un po’ prima di raccontare la storia , però la sua voglia di sfogare il disagio e la disapprovazione erano tante e quindi ha deciso di dirci cosa gli era accaduto. Lo fa però in forma anonima perché teme ripercussioni da parte della burocrazia che oggi intende mettere alla berlina. Giovane, con famiglia, ha scelto Budrio per stabilire il luogo di vita suo e della Famiglia. Ha figli piccoli ed è pieno di energia. La sua esperienza nel campo della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande è tanta, pertanto decide di fare Impresa e di aprire il suo locale. Non diremo dove, non diremo cosa, ma di locale al pubblico si tratta. Non è facile trovare locali adeguati e poi occorre anche vedere i costi. Fare Impresa non è solo trovare il luogo giusto, ma richiedere permessi, avere autorizzazioni, instaurare pratiche che vedono autorizzazioni di ASL, COMUNE, VVFF, UFFICIO SVILUPPO eccetera. Chiameremo il nostro Amico GOFFREDO. Ebbene Goffredo trova il locale non grande, ma di dimensione utile a potere gestire con poco personale, non potrebbe permettersi errori. Lui è pronto a lavorare in prima persona. Rimette a posto il locale, lo rende accogliente, un bel posto per il pubblico e anche per l’immagine della città, è pronto ad aprire ma ecco i primi intoppi, la A
SL ha un ufficio a Budrio che è aperto UN SOLO GIORNO la settimana al PUBBLICO, se poi accade che quel giorno sia festa, allora si slitta di 15 giorni. Nel frattempo la ASL riceve la pratica che protocolla e che deve trasmettere al Comune per la necessaria regolarizzazione e autorizzazione alla apertura , ma la trasmissione del DOC da un ufficio a un altro mette circa 20 GIORNI.. e ci si chiede se si fosse potuto provvedere prendendo la pratica e andando a piedi in Comune. TEMPO 5 minuti!!! Quale il motivo dei 20 giorni? “le procedure” , in parole povere i riti, i timbri, le trafile , gli orari , i passacarte.. Intanto il canone corre e perdere 20 giorni significa un mese minimo di canoni e costi buttati. Ma questo al gerarca non interessa, lui timbra!!! poi finalmente il gran giorno… SI APRE. Ma ecco che di lì a poco viene emesso l’editto della monnezza e quindi tutto da differenziare. Insomma il locale, carino, ma un po’ angusto, dove metterà mai il pattume da raccogliere?? la Carta, la Plastica??? Nell’unico locale disponibile , il gabinetto di servizio per il personale. Ebbene lì le bustine rimangono e occupano, nel frattempo occorre provvedere alle scorte per l’attività e non sempre si può acquistare poca merce (di attività professionale si tratta) quindi le confezioni sono ingombranti. Dome mettere tutte queste scorte??? nel piccolo locale operativo per la piccola preparazione di alimenti da banco. E quindi Goffredo si attrezza con alcuni piccoli ripiani, ma fra pattume e scorte lo spazio non basta, quindi mette sempre nel bagnetto di servizio per il personale, qualche piccolo ripiano sulla parete , dove sistemare le cose più ingombranti, lattine scatolati etc..
Ma ecco che giunge la visita della AUSL che rileva un utilizzo improprio degli spazi e avvisa che la punizione potrebbe scattare se al secondo controllo si fosse ancora trovato magazzinaggio in locali diversi da “deposito”.
Però lo spazio è quello che è e Goffredo non sa davvero come fare.
E un po’ dimentica l’avvertimento.
Puntuale giunge la seconda visita ed ecco che la multa scatta : 2.000 EURINI che mettono a tappeto il nostro Goffredo, che però non si perde d’animo e va a saldare, pur a rate.
Però poi vede che in Paese accadono cose che meriterebbero anche esse attenzione e verbali. Locali che offrono piatti di ristorazione senza essere dotati di cucina e di permessi di ristorazione, locali che hanno bagni stipati di ogni mercanzia e a volte non hanno neanche i bagni al pubblico fruibili .
Si chiede il motivo di questa disparità e nel frattempo cerca di trovare soluzioni ma non è facile, il deposito del pattume differenziato fino alle date di ritiro e la gestione di un magazzino scorte impossibile da rendere fruibile, lo fanno impazzire. E avrebbe voluto offrire piatti e specialità culinarie frugali , magari piatti freddi, però anche questo non è possibile senza avere la lavastoviglie per stoviglie grandi (come quella da casa)… figurarsi in un locale già sofferente di spazi..
Goffredo è avvilito e sfoga la sua rabbia dicendo che bisognerebbe essere “abusivi” e lavorare all’arrembaggio , senza tanti fronzoli,. tanto poi il tutto sarebbe censurabile ma difficilmente esigibile come sanzioni.
Goffredo è un imprenditore che vorrebbe provare a fare bene il suo lavoro ma invece di trovare una amministrazione amica, che lo consiglia e gli risolve i problemi, che lo accompagna velocemente ad aprire, che lo incita a fare il suo mestiere, incontra solo burocrati in divisa che rilevano, impediscono, timbrano e si attardano in rivoli e percorsi che potrebbero ammazzare la pazienza del millepiedi , tanto che sono assurdamente lunghi e tortuosi.
Goffredo forse potrebbe essere come il panettiere di Napoli che per una multa da 2.000 euro si è ammazzato, perché nella sua attività stava lavorando la moglie senza essere inquadrata e senza magari percepire stipendio… ma lui non ne ha la benché minima voglia, eppure vuole credere che le cose possano cambiare. E , in un vagito di orgoglio dice, “quali multe dovrei elevare io agli amministratori che tengono il paese sporco e mi costringono a occupare i miei piccoli spazi per favorire chi fa servizio di raccolta rifiuti pagato a caro prezzo???”.
La mia multa sarà credere che ci possa essere qualcuno che dia davvero un sonoro calcio nel sedere a questi burocrati da timbro e multe , pronti ad avvilire e non a favorire.



