

La Fondazione Rossini di Pesaro, con una storia molto lunga nello sviluppo della cultura musicale, possiede in territorio budriese 88ha di terreno che vorrebbe gestire economicamente “al meglio” per ricavarne più risorse possibili utili al sostegno della sua missione culturale. Decide di affidare al Comune di Budrio, in persona del Sindaco, la gestione della scelta dei Soggetti cui sarà affidato lo sviluppo del business plan dei terreni. E’ d’uopo, in queste evenienze, avere sempre una posizione “super partes” , specie quando il Soggetto decisore della scelta operativa è una pubblica istituzione, quale il Comune. Questo normalmente si dovrebbe tradurre in una ricerca “allargata” fra più Soggetti al fine di garantire massima competizione per un migliore risultato in termini economici per la Fondazione, unitamente alla creazione di nuove opportunità di lavoro in territorio budriese.
Il Sindaco Giulio Pierini ha optato per una scelta “riservata” solo a 2 Soggetti CIA ( confederazione italiana agricoltori) e COLDIRETTI, reputando questa scelta “largamente rappresentativa di tutte le componenti agricole presenti in territorio budriese ..” ( parole del Sindaco telefonicamente raggiunto sull’argomento).
D’altro canto il Dr.Gianni Tosi , Presidente di CONFAGRICOLTURA Bologna, altro importante Soggetto rappresentativo del mondo agroalimentare con circa il 20% di presenza di gestione di aziende agricole in territorio Budriese, lamenta di non essere stato interpellato, come Soggetto attivo e interessato , nella redazione del protocollo di intesa relativo a questi terreni.
Confagricoltura ha infatti ufficialmente inoltrato una formale “nota di protesta” a firma del Presidente medesimo.
Oltre la “querelle” fra gruppi interessati risulta molto importante sottolineare che una gestione pubblica che allargasse a più componenti territoriali sarebbe senz’altro consona alla missione di interesse pubblico che rappresenta il Comune, anche perchè favorirebbe una competizione sana fra più Soggetti a tutto vantaggio sia del proprietario del terreno, che dei lavoratori del territorio che vedrebbero aumentare le possibilità di impiego in una ottica di offerta diversificata.
Il rischio di queste scelte “ristrette” è quello di scontrarsi con giudizi di parzialità che non appartengono sicuramente al Comune di Budrio e al suo Sindaco. Certo non si capisce il motivo di questa scelta “chiusa” solo ad alcuni. Il Sindaco in proposito ha detto di essere assolutamente convinto che l’opzione adottata sia la migliore e che Confagricoltura, rappresentante di parte riconducibile a “grandi proprietari terrieri” , fosse la meno adatta alla gestione frammentata della proprietà immobiliare del terreno, comunque di dimensioni contenute se visto in un contesto generale del territorio budriese.
Da parte sua Confagricoltura ha invece dichiarato interesse a quel tipo di gestione.



