Lo stipendio mensile di un medico di famiglia dipende in prima istanza dal numero di pazienti, anche se le voci che contribuiscono a formare la busta paga sono numerose e tutte molto variabili. Il dottor Giorgio Brogliati è un cosiddetto «massimalista», si occupa cioè del numero massimo di pazienti, pari a 1.495 rispetto al tetto di 1500. La sua busta paga del mese di Marzo riporta come somma totale 10.470,48 euro, di cui 2.735 finiscono nella colonna delle ritenute. Il netto a pagare è di 7.735 euro. Le voci più sostanziose che compongono il quantum sono il compenso forfettario per i 1.495 pazienti, pari a 4,989 euro, il compenso per l’Utap che è di 1.435 euro, altri 872 euro si riferiscono alla medicina di gruppo. Altri compensi si riferiscono alla quota di pazienti ultra settantacinquenni, per i minori di 14 anni, pazienti cronici, assistenza domiciliare programmata.
Questa situazione dà un quadro sintetico che parte da un esempio classico. Il nostro amato medico di famiglia non ha certamente di che lamentarsi. Il suo appannaggio in Emilia Romagna può arrivare anche a oltre 10.000,00 Euro al mese, tutto dipende dalle variabili imputabili agli anziani e alle disponibilità operative. Poi ci sono le varie indennità, fra cui quella “digitale” riferita all’utilizzo dei sistemi informatici.
Quindi ci si aspetterebbe davvero un servizio di eccellenza, ma inviteremmo tutti a fare un po’ il conto dell’utilizzo che si consuma del medico di base in questione. La maggioranza dei cittadini vede il medico sì e no una volta all’anno(parliamo di adulti perché i pediatri hanno invece una frequenza molto più alta di incontri) e spesso in maniera molto “frugale” solo per prescrizioni di esami e/o prescrizioni di ricette per farmaci che magari provengono da indicazioni di medici specializzati.
Poi effettivamente guardiamo alla disponibilità stessa del medico e della sua presenza in ambulatorio : sempre più spesso vediamo orari “costrittivi”. Un giorno sì, uno no, magari telefonare per prenotare.
E se si dovesse stare davvero male, voi pensate che il medico venga a casa a visitarvi??? Macchè !!! non lo vedrete se non per rarissimi eccezionali eventi. Ergo il medico di base , a conti fatti, è un notevole costo per la spesa pubblica e non si comprende perché non debba essere pagato “a consumo” invece che con criteri di retribuzione stipendiale commisurata a un fisso per il numero totale dei pazienti.
Poi consideriamo anche che il medico dovrà pagarsi l’ambulatorio e l’eventuale segreteria, oppure dovrà, mentre è in ferie, provvedere ad avere un “sostituto”, ma di fatto lo stipendio sembra essere bello importante.
La Sanità è una delle voci di spesa più rilevanti dell’intera spesa pubblica, e in un momento come l’attuale che vede tanta gente misurarsi con 600 euro mese di sussidio, questa situazione è decisamente una ulteriore distonia di un sistema che peraltro non si basa sul merito ma solo sulla occupazione fisica di un posto. Sapremo mai se il nostro medico di base è bravo oppure no?
Sì forse lo impareremo a nostre spese e sulla nostra pelle ma lui, il medico, non avrà alcun problema: incasserà i suoi DIECI MILA e via andare…
Vedremo di approfondire anche il sistema delle disparità fra professioni pubbliche e fra importanza di una più che di altra.
Questo Paese necessità di una radicale modifica del sistema retributivo e della gestione delle varie occupazioni on una logica di orientamento al valore e al merito con conseguente abbattimento di ogni vincolo di protezione e di ingresso per coloro che vogliano lavorare.
Altrimenti di questo passo, semenza che nessuno faccia un passo indietro andremo diritti nel baratro.



