Editoriale che abbiamo voluto riservare ad un intervento
di Antonio Giacon
Spesso si sente parlare dei cervelli in fuga ovvero di giovani (e meno giovani) scienziati , artisti ma anche imprenditori e imprese che non trovando spazi di crescita nella propria terra sono costretti a emigrare altrove. Un capitale umano (ma non solo) che scappa poiché è impossibile emergere e mettere a frutto il proprio talento. Le cause di questo fenomeno sono molteplici : burocrazia, mancanza di finanziatori ecc. Poi ci sono i cosiddetti “baroni” che vovono spesso per meriti non acquisiti sul campo ma per semplice appartenenza culturale, politica economica ecc. Così se hai voglia di fare non resta che emigrare.
“Cervelli in fuga” questa è l’associazione mentale che mi è venuta da fare quando qualche giorno fa ho leggevo su Facebook dell’imminente tour musicale che un giovane gruppo musicale farà in Corea.
Alla notizia non avrei dato peso e non avrebbe attirato la mia attenzione se questa fantastica avventura artistica non fosse stata intrapresa da un gruppo che si chiama GOM – Gruppo Ocarinistico Molinellese.
Li per li ho pensato che ci fosse uno sbaglio visto che è Budrio il paese dell’ocarina , la sua patria , il luogo in cui lo strumento è stato inventato e in cui viene ancora prodotto.
Che centra Molinella con l’ocarina?
Dopo una breve ricerca su google la questione mi è subito parsa più chiara. Stiamo parlando di un gruppo di Giovani musicisti di talento che svolgono la loro attività musicale nel comune confinante al nostro.
Ma il fatto che mi ha lasciato interdetto è che guardando alcuni dei componenti del gruppo li si riconosce poiché spesso li incontra per le vie di Budrio.
Quindi , nel nostro piccolo, anche questa è una storia di fuga di cervelli di persone che non hanno trovato spazio e sono “emigrate” altrove. E questo mi fa pensare che Budrio dovrebbe invece incentivare al massimo tutto ciò che lo identifica nel mondo invece che costringere persone di talento ad andarsene altrove. I motivi per cui questo accade me li immagino, tanto sono questioni ricorrenti in Budrio.
I silenzi e le difficoltà (se non ostacoli) se non fai parte della cricca culturale che orbita attorno al potere.
Da noi se baci la pantofola al “principe” (si fa per dire……..) magari facendo atti ti sostegno formali quali comparsate TV , firma di volantini elettorali, acclamazione dei successi (quali?) raggiunti dall’amministrazione, ecco che le porte si aprono.
Se invece non fai nessun atto di sottomissione e non appartieni a nessuna cricca ma sei semplicemente un bravo artista che ha voglia di far crescere “il movimento” ocarinistico locale (poiché nessuno è immortale) ecco che allora devi emigrare altrove.
Concludo il mio ragionamento facendo questa considerazione .
Budrio e chi l’amministra sta riuscendo a svendere un patrimonio storico ed artistico che apparteneva solo a Budrio, delegando ad altri lo sviluppo e la crescita delle nuove generazioni di ocarinisti. Questo farà si che il brand “ocarina” in un futuro prossimo possa non essere più identificato con il nostro paese . E noi sappiamo invece quanto sia importante, in un mondo globalizzato, poter esprimere localmente un marchio forte , riconoscibile a livello mondale.
Budrio è l’ocarina !
Infine poi vi è l’aspetto, ancora più grave a mio giudizio, di musicisti che per trovare uno spazio di crescita sono dovuti andare nel paese vicino. La nostra piccola fuga di cervelli.
Ma stiamo tranquilli i nostri amministratori sono sul pezzo, loro difendono la cultura…… si però non tutta ma solo quella che mette sempre un bel “mi piace” .
Complimenti per la vostra grande tournée in Corea del Sud cari giovani ocarinisti molinellesi!





Caro Antonio,
innanzitutto ti ringrazio per l’attenzione con cui segui le vicende relative all’ocarina.
Devo dire che tutto mi sarei aspettato eccetto che anche la vittoria dell’ottimo Luca Quaglia in un importante concorso musicale in Corea (io tra l’altro facevo parte della giuria) venisse letto in chiave di polemica politica locale.
Luca ha un grande talento musicale. Ha suonato per anni nell’Ocarina Ensemble di Budrio come solista. Poi questo gruppo si è sciolto e Luca, da alcuni mesi, ha trovato spazio nel settimino formato da ragazzi di Molinella e guidato da quell’eccellene maestro che è Emiliano Bernagozzi, che è anche direttore musicale e membro da oltre 20 anni del GOB (Gruppo Ocarinistico Budriese). L’esperienza ed il talento di Luca sono stati utili al gruppo formato dai giovani molinellesi (età media: 15 anni), che in Corea ha fatto veramente un’ottima figura. E questa esperienza didattica con Emiliano è servita allo stesso Luca, che in questi mesi ha affinato la sua tecnica tanto da entrare per la prima volt stabilmente nella “rosa” (per usare una terminologia sportiva) dello stesso GOB. Quindi: parlare di “fuga di cervelli” mi sembra un tantino forzato. Credo piuttosto che si tratti di una dinamica abbastanza normale, fatta di rapporti umani e di ricerca di possibilità di crescita. Con vantaggi reciproci.
Altra cosa che mi viene da dire è che, vista dal punto di vista di un giapponese, di un coreano o di un cinese, la distinzione tra Budrio e Molinella, realtà così vicine, fa un po’
sorridere. Per loro Budrio, Bologna, Molinella sono la stessa cosa! Ed è per questo che dobbiamo cercare di collaborare sempre di più anziché fare discorsi che rischiano di sembrare campanilistici. Il nostro sogno (che è sicuramente anche quello dell’amico costruttore Fabio Menaglio) è che sempre più persone suonino l’ocarina, che nascano tanti nuovi gruppi in tutta Italia come ne sono nati a centinaia in Corea. Quindi ben venga il GOM (Gruppo Ocarinistico Molinellese)! Sarebbe ben triste se l’ocarina fosse suonata solo a Budrio…
Altro argomento, più “macro”.
Grazie alla grande diffusione che la nostra ocarina sta avendo negli ultimi anni soprattutto in Estremo Oriente, penso (e con me molti altri, spero anche tu:) che si tratti di un “marchio” che può avere buone potenzialità di sfruttamento e relative ricadute turistiche sul nostro territorio. Ci stiamo adoperando, in collaborazione con soggetti pubblici (Comune di Budrio, Comune di Bologna, Regione) e privati, per cercare di sfruttare questa immagine. Purtroppo si tratta di paesi lontani, in tutti i sensi: sia fisici che culturali. Là molte persone suonano l’ocarina, ma pochi sanno che si tratta di uno strumento nato in Italia circa 160 anni fa. Coi nostri concerti, con le masterclasses, con un documentario sulla storia e la difffusione dell’ocarina nel mondo (di prossima realizzazione) stiamo provando di comunicare questo legame storico tra la nostra terra e l’ocarina.
Ce la faremo? Il prossimo Festival dell’ocarina (VIII edizione, dall’1 al 3 maggio) è una grande occasione. E’ il nostro piccolo “EXPO” (che tra l’altro comincia lo stesso giorno).
Speriamo che con l’aiuto di tutti sia un grande successo. Noi ce la stiamo mettendo tutta, con i contatti internazionali che abbiamo coltivato in questi anni, per cercare di portare più gente possibile!
Grazie dell’attenzione e scusa per la lunghezza,
fabio galliani