Fino ad oggi la rendita catastale era determinata in base alla tariffa d’estimo e al numero dei vani, più precisamente il funzionamento era il seguente: date determinate caratteristiche intrinseche (come quelle costruttive) ed estrinseche (come la presenza di servizi) l’immobile viene inquadrato all’interno di una certa categoria e classe catastale.
A questo punto si moltiplica la tariffa d’estimo corrispondente a quella categoria e classe (ce ne sono decine e decine nei piccoli comuni, molte di più nelle grandi città) per il numero di «vani». Per «vano» si intende una stanza di misura variabile a seconda della provincia, a volte anche del comune.
Il risultato di “tariffa x vani” è la rendita catastale, base di tutti i calcoli delle imposte. Il legislatore porterà dei cambiamenti in base ai quali il valore catastale delle case sarà determinato non più sul numero dei vani, bensì sui metri quadrati e sarà collegato al ”valore di mercato”. Lo prevede l’articolo della delega fiscale con la riforma del catasto, votato oggi dalla commissione Finanze della Camera, che concluderà il voto sul testo entro venerdì.
Prevedere ”abbattimenti del carico fiscale” per le abitazioni e gli edifici colpiti da un terremoto o da altri ”eventi calamitosi”.




